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Yara Gambirasio: c'è DNA dell'assassino, l'ha morso per difendersi

Ecco perché gli inquirenti che lavorano al caso di Yara Gambirasio stanno acquisendo ed esaminando migliaia e migliaia di DNA. Stando ad un articolo del Secolo XIX, dagli esami autoptici si sarebbe riuscito ad isolare il codice genetico dell'assassino.

Ecco perché gli inquirenti stanno acquisendo ed esaminando migliaia e migliaia di DNA per cercare di isolare quello giusto, quello dell'assassino di Yara Gambirasio. Stando ad un articolo del Secolo XIX, a firma di Renzo Parodi (http://is.gd/oCxY8L), gli inquirenti avrebbero in mano il DNA dell'assassino. Un codice genetico maschile, saltato fuori dalle lunghe analisi autoptiche sul corpo della 13enne, che a quanto pare, però, hanno portato a degli ottimi risultati. Stando al Secolo XIX, il DNA dell'aggressore di Yara Gambirasio è stato estrapolato da un lembo di pelle rimasto "impigliato nell'apparecchio dentale" della giovane ginnasta. Secondo la ricostruzione, Yara Gambirasio, per difendersi presumibimente da un tentativo di violenza, avrebbe morso (sembra di capire nella parte intima) il suo assalitore, che forse furioso l'avrebbe prima colpita alla testa e poi ferita. A questo punto gli investigatori sembrano quindi intenzionati a prelevare il DNA di tutti coloro che quel 26 novembre sono stati intercettati, attraverso le celle telefoniche, nei pressi del Palazzetto dello Sport di Brembate di Sopra e zone limitrofe. Finora sono stati comparati, con quello dell'assassino, oltre 2000 codici genetici, ma almeno attrettanti ne rimangono da esaminare. E se anche da questi non uscisse nessun confronto, si andrà "avanti a cerchi concentrici, fino a che non si troverà il DNA giusto", come scrive Renzo Parodi. Presumibilmente le indagini staranno seguendo anche altre piste, anche perché non è detto che l'assassino di Yara Gambirasio avesse con sé un cellulare acceso il giorno che rapì la bambina.

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