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Yara Gambirasio: Fikri torna in Italia. Posizione verso archiviazione

Il marocchino Mohammed Fikri, fermato a dicembre per il sospetto che potesse essere coinvolto nella scomparsa di Yara Gambirasio è tornato in Italia dopo essere stato nel suo Paese d'origine per riunirsi con i suoi familiari. Un ritorno che lo stesso Fikri non ha mai messo in dubbio.

Il marocchino Mohammed Fikri, fermato a dicembre per il sospetto che potesse essere coinvolto nella scomparsa di Yara Gambirasio, la 13enne trovata uccisa il 26 febbraio scorso in un campo di Chignolo d'Isola, è tornato in Italia dopo essere stato alcune settimane nel suo Paese d'origine per riunirsi con i suoi familiari. Un ritorno che lo stesso Fikri non ha mai messo in dubbio, perché qui in Italia ha un lavoro e la sua posizione in merito al caso di Yara Gambirazio sembra andare verso l'archiviazione. Mohammed Fikri era stato fermato, anche in maniera piuttosto rocambolesca, mentre stava appunto tornando in Marocco, per un errore di traduzione. Una sua frase, infatti, era stata tradotta male e sembrava riferirsi al delitto di Yara. Dopo i dovuti accertamenti e la testimonianza del suo datore di lavoro di Montebelluna (Treviso) che gli ha fornito anche un alibi (era al lavoro al momento della scomparsa della giovane ginnasta, avvenuta a Brembate di Sopra), Mohammed Fikri è stato rilasciato con tanto di scuse.

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