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Yara, Bossetti ai giudici prima della sentenza: DNA non è mio, ripetete test

"Vi supplico, vi imploro, quel DNA non è il mio, ripetete l'esame. Se fossi l'assassino sarei un pazzo a dirvi di rifarlo" si appella ai giudici Massimo Bossetti prima della sentenza. In Camera di consiglio, i giudici hanno accettato di portare una memoria della difesa che ricostruisce la storia della traccia 31G20 che contiene il DNA che inchioderebbe Bossetti.

"Vi supplico, vi imploro, quel DNA non è il mio, ripetete l'esame. Se fossi l'assassino sarei un pazzo a dirvi di rifarlo" si appella ai giudici Massimo Bossetti. A cinque anni e sette mesi dalla scomparsa di Yara Gambirasio, il Tribunale di Bergamo sta infatti per decidere se Massimo Giuseppe Bossetti è davvero l'assassino della 13enne di Brembate di Sopra.

E' quindi l'ultima volta che Bossetti può rivolgersi ai giudici per convicerli della sua innocenza, come ha professato in questi due anni passati sempre in carcere dal giorno del suo arresto. "Sarei felice di incontrare i genitori della piccola Yara, di guardarli negli occhi perché conoscendomi saprebbero che l'assassino è ancora in libertà, poiché anche loro sono vittime di chi non ha saputo trovare il colpevole. In questo processo non c'è una sola certezza vera" afferma infatti Bossetti che appunto chiede che sia rifatto il test del DNA delle tracce biologiche trovate sugli indumenti della ragazzina, trovata morta tre mesi dopo la sua scomparsa in un campo di Chignolo d'Isola.

Per Bossetti e la sua difesa, infatti, tutto il processo è "pieno di anomalie e tecnicamente non ha scoperto e dimostrato nulla". Eppure, l'accusa chiede alla Corte d'Assise di Bergamo una condanna all'ergastolo con isolamento diurno per sei mesi. Bossetti sottolinea però: "Sto già subendo un ergastolo: due anni di vita rovinata". Prima di ritirarsi in Camera di consiglio, i giudici hanno accettato, nonostante la Procura si fosse opposta, una memoria della difesa che ricostruisce la storia della traccia 31G20 che contiene il DNA che inchioderebbe Bossetti.

Aggiornamento: Massimo Bossetti è stato infine condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio. "Non è giusto, è una mazzata, avevo fiducia nella giustizia" sono state le prime parole di Bossetti dopo la sentenza, che ha accolto alzando gli occhi al cielo. I giudici non hanno comunque accolto la richiesta dei sei mesi di isolamento. Bossetti è stato inoltre assolto dall'accusa di aver calunniato un collega di lavoro. Secondo la procura il muratore di Mapello avrebbe infatti cercato di sviare le indagini su quell'uomo. Per la Corte d'Assise di Bergamo però "il fatto non sussiste".

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