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Processo Bossetti, difesa: prelievo DNA al muratore nullo, era indagato di fatto

E' iniziato, con centinaia di curiosi fuori da Tribunale di Bergamo, il processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio. Come primo atto, i difensori di Bossetti hanno chiesto ai giudici della Corte d'Assise la nullità del prelievo del DNA effettuato dalla polizia all'insaputa dell'imputato.

E' iniziato, con centinaia di curiosi fuori da Tribunale di Bergamo, il processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio. Come primo atto, i difensori di Bossetti hanno chiesto ai giudici della Corte d'Assise la nullità del prelievo del DNA effettuato dalla polizia all'insaputa dell'imputato attraverso un boccaglio, nel corso di un "finto" controllo stradale. A seguito di questo "escamotage", la Procura ebbe la prova che il DNA di Massimo Bossetti corrispondeva a quello di Ignoto 1. Secondo gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, quindi, il prelievo che ha incastrato il muratore di Mapello doveva essere eseguito con le garanzie difensive in quanto, sottolineano davanti ai giudici, "non si può dire che il signor Bossetti il 15 giugno dell'anno scorso non fosse indagato" visto che è stato arrestato il giorno seguente. La difesa di Bossetti chiede inoltre di annullare il capo d'imputazione che fa riferimento a due luoghi diversi per l'omicidio di Yara Gambirasio: Brembate di Sopra e Chignolo d'Isola. Ma oggi la Corte dovrà decidere anche se ammettere o meno le telecamere in Aula, nonostante il dibattimento sia a porte aperte. I genitori di Yara Gambirasio e il pm Letizia Ruggeri sono contrari mentre Massimo Bossetti chiede che tutto il processo venga registrato dai media, nella speranza che il dibattimento faccia capire anche al pubblico che è estraneo ai fatti. Bossetti, infatti, si è sempre dichiarato innocente.

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