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Penalisti contro Quarto grado: video arresto Bossetti è esempio di degrado e cinismo

Nella scorsa puntata la trasmissione di Rete 4 "Quarto grado" condotta da Gianluigi Nuzzi ha mandato in onda il video integrale dell'arresto di Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio. L'Unione delle Camere Penali italiane denuncia che il video "non è che la ennesima dimostrazione del degrado di buona parte della informazione giudiziaria italiana

Ancora una volta la Giunta dell'Unione delle Camere Penali italiane denuncia che "lo strumento mediatico si è sostituito interamente alla realtà del processo, divenuta paradossalmente il solo ‘riflesso' della sua stessa precedente rappresentazione". Come sottolineava in una intervista a Tempi.it il presidente dell'ordine degli avvocati di Firenze, Sergio Paparo, spesso tra gli avvocati che celebrano "processi dove c'è una giuria popolare, quelli penali celebrati in corte d'assise" c'è "la paura e l'impressione che la giuria entri in camera di consiglio non tanto con l'idea di quanto è stato dimostrato dalle parti in aula durante il dibattimento, ma di quanto ricostruito in tv da trasmissioni come 'Porta a Porta' o 'Quarto grado' ". E proprio la trasmissione di Rete 4 condotta da Gianluigi Nuzzi nella scorsa puntata ha pubblicato un video che mostra "la gogna dell'uomo inginocchiato, impaurito, le frasi smozzicate diffuse in forma di colonna sonora" cioè quelle "dell'arresto del cittadino Massimo Bossetti (accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, ndr), presunto innocente fino a sentenza definitiva" come evidenzia l'Unione delle Camere Penali italiane, attraverso il suo Osservatorio sull'informazione giudiziaria. L'UCPI sottolinea quindi che le immagini mandate in onda da Quarto Grado "superano e prevaricano evidentemente la dignità dell'uomo, l'inutilizzabilità processuale dei contenuti, la verginità cognitiva del giudice, e si fanno beffe di ogni legge che vieta - come abbiamo più volte inutilmente ricordato e denunciato - la diffusione delle immagini di uomini in vincoli". Per i penalisti il video "non è che la ennesima dimostrazione del degrado di buona parte della informazione giudiziaria italiana" aggiungendo infatti che "il limite massimo del degrado è già stato da tempo raggiunto e superato e non sarà oramai la trasmissione di immagini di simili 'contributi informativi' da parte dell'oramai sperimentato Circo Mediatico Giudiziario ad incrementarne in maniera sensibile la brutale arroganza". L'Unione delle Camere Penali italiane chiariscono infatti che "le immagini che abbiamo visto sono infatti soltanto la riprova del cinismo di buona parte della informazione italiana, che tratta gli esseri umani come trofei da inchiesta giudiziaria e di chi, ricoprendo ruoli pubblici delicati e funzioni giudiziarie di rilievo, non ha nessuna remora a dare in pasto agli 'informatori' carne fresca per l'esibizione muscolare quotidiana e per tentare di condizionare la giurisdizione".

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