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DNA su Yara Gambirasio è di Massimo Giuseppe Bossetti oltre ogni dubbio?

Massimo Giuseppe Bossetti si dichiara innocente dell'omicidio di Yara Gambirasio, e la madre sostiene che l'uomo è figlio del marito e non di Giuseppe Guerinoni. La prova principe per l'accusa è il DNA, perché quello di Ignoto 1 corrisponderebbe a quello di Massimo Giuseppe Bossetti. Ma il test del DNA sarebbe irripetibile e la prova rischia di non essere dimostrata "oltre ogni ragionevole dubbio".

Massimo Giuseppe Bossetti, indicato dalla Procura come il presunto assassino di Yara Gambirasio, si dichiara innocente. La madre di Bossetti, Ester Arzuffi, afferma e ribadisce che il figlio e la gemella non sono nati da una relazione extraconiugale con Giuseppe Guerinoni, l'autista di Gorno. Contro Massimo Giuseppe Bossetti il suo DNA, che coinciderebbe con quello isolato da alcune tracce ematiche presenti su alcuni indumenti di Yara Gambirasio, slip e leggings. Ma la prova del DNA potrebbe essere meno schiacciante di quanto potrebbe pensare l'accusa. Carlo Federico Grosso, professore di Diritto Penale all'Università di Torino, che fu il primo difensore di Annamaria Franzoni nel processo Cogne, ricorda a La Stampa: "La prova deve essere considerata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio, come vuole la Cassazione". Anche quella del DNA. La difesa di Bossetti, quindi, potrebbe chiedere di ripetere i test del sangue trovato sugli indumenti di Yara Gambirasio. E qui iniziano a quanto pare i problemi. Prima di tutto, la natura della traccia trovata addosso alla vittima non sarebbe certa. La scientifica non sarebbe stata in grado di indicare oltre ogni ragionevole dubbio se quel DNA, trovato mischiato a quello di Yara Gambirasio, è saliva, sangue o altro. Alla fine, l'ipotesi più plausibile, ma sempre di ipotesi si tratterebbe, è stata quella che la traccia fosse del sangue di quello che fino all'arresto di Bossetti era classificato come Ignoto 1. E poiché le tracce di Ignoto 1 erano molto piccole, a quanto pare il test del DNA sulle stesse in sede processuale sarebbe irripetibile. E senza una prova del DNA inattacabile "la difesa può avere gioco facile nel tentare di smontare l'intero impianto accusatorio" prosegue Carlo Federico Grosso. Perchè gli altri indizi che portano gli inquirenti ad accusare Massimo Giuseppe Bossetti sono un cellulare che avrebbe aggangiato la sera del rapimento di Yara Gambirasio la stessa zona dove si trovata la 13enne di Brembate di Sopra. Ma a quanto pare, la cella telefonica si estende fino alla zona di Piana di Mapello, dove si trova la casa di Bossetti e dove l'indagato dice di essere rimasto, con "il cellulare scarico", dal tardo pomeriggio del 26 novembre 2010, giorno del rapimento di Yara Gambirasio. Infine, anche se Massimo Giuseppe Bossetti è un muratore, l'accusa deve ancora dimostrare dove Yara Gambirasio ha respirato polvere da cantiere.

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