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Caso Yara Gambirasio, mamma a Napolitano: scarsa collaborazione

Tra circa un mese verrà chiusa l'indagine sull'omicidio di Yara Gambirasio ma ancora, sul caso, non sono stata "prodotte risposte" come sottolinea il sindaco di Brembate di Sopra, commentanto il fatto che la mamma della 13enne si è rivolta persino a Giorgio Napolitano per lamentarsi della "scarsa collaborazione degli investigatori con la parte lesa".

Manca poco più di un mese alla chiusura delle indagini sul caso di Yara Gambirasio, uccisa ormai due anni. Rimane formalmente l'unico indagato per l'omicidio della giovane ginnasta di Brembate di Sopra il marocchino Mohammed Fikri, operaio del cantiere di Mapello all'epoca del delitto. Formalmente, perché il pm dell'inchiesta, Letizia Ruggeri, ne ha chiesto l'archiviazione ma la famiglia di Yara Gambirasio si è opposta per comprendere fino in fondo la verità sulla famosa traduzione della frase detta da Fikri pochi giorni dopo l'omicidio. I genitori di Yara Gambirasio, infatti, sembrano voler capire come una stessa frase possa essere stata tradotta inizialmente in "Allah, perdonami non l'ho uccisa io" e in seguito "Allah, fa che risponda". Inoltre, pare che si voglia far chiarezza anche sul motivo per cui sia stata abbandonata la pista del cantiere di Mapello, inizialmente privilegiata anche per via delle indicazioni dei cani molecolari e di vari indizi che sarebbero presenti sul cadavere di Yara Gambirasio . Gli inquirenti, invece, si sono con il tempo concentrati soprattutto sulle intercettazioni dei cellulari transitati nei pressi del luogo della scomparsa della ragazzina e sui migliaia di prelievi di DNA necessari per cercare di scovare lo stesso codice genetico presente sugli slip di Yara Gambirasio. La mamma della 13enne uccisa nel 2010, però, lamenta una "scarsa collaborazione degli investigatori con la parte lesa", come scrive in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La lettera è stata scritta nel dicembre scorso, sotto Natale, ma a darne notizia è la trasmissione "Quarto Grado" nel corso dell'ultima puntata (del 25 gennaio 2013). L'inviato Giorgio Sturlese Tosi ha poi spiegato che Napolitano, dopo aver ricevuto la lettera di Maura Gambirasio, ha "chiesto chiarimenti in via gerarchica prima alla Procura di Brescia e quindi alla Procura di Bergamo", riferendo inoltre che gli inquirenti hanno quindi risposto al Quirinale inoltrando una relazione nella quale, si immagina, viene ripercorso quanto fatto nel corso dei due anni di indagine. A venire a conoscenza dalla televisione della lettera inviata dalla mamma di Yara Gambirasio a Napolitano anche il sindaco di Brembate di Sopra, Diego Locatelli, che spiega: "Ringraziamo tutti per il lavoro svolto ma è legittimo chiedere risposte, capire dove si è sbagliato e dove si sono fatti dei passi avanti, capire se le risorse spese sono state bene o male indirizzate - aggiungendo - Non chiediamo giustizia e non abbiamo rabbia ma è ovvio che chi era a capo delle attività renda conto, bisogna capire cosa non ha funzionato, se il caso è chiuso o se si può ancora arrivare alla verità". "Una cosa è la fiducia, dei cittadini come della famiglia, che non è mai venuta meno - conclude infatti il sindaco - un'altra è produrre delle risposte".

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