le notizie che fanno testo, dal 2010

Bossetti: mentre io in carcere 2 persone ridono, quelli che hanno ucciso Yara

Durante la sua deposizione in aula Massimo Bossetti ha ribadito la propria innocenza e sottolineato che il DNA che riconduce a lui "è strampalato". In particolare, però, Bossetti dichiara durante l'interrogatorio del pm: "Non è giusto che io sia in carcere mentre là fuori due persone ridono".

"Non è giusto che io sia in carcere mentre là fuori due persone ridono" ha affermato Massimo Giuseppe Bossetti, nel corso dell'udienza di questa mattina durante la quale il muratore accusato di aver ucciso Yara Gambirasio ha risposto alle domande della pm Letizia Ruggeri. E proprio la pm a questa strana affermazione di Bossetti ha replicato prontamente: "Perché proprio due?". Bossetti senza scomporsi ha quindi spiegato: "Perché chi ha fatto del male a Yara non può essere stato da solo". E' forse stata questa la parte più interessante della deposizione di Massimo Bossetti, durante la quale ha ribadito la propria innocenza ed il fatto che il DNA ritrovato sugli indumenti di Yara Gambirasio è "strampalato" perché "per metà non mi appartiene". E' solo il DNA nucleare che rimanda infatti al muratore di Mapello e non quello mitocondriale.

Massimo Bossetti ha poi affermato nuovamente che non aveva mai incontrato o conosciuto Yara Gambirasio, smentendo il racconto della supertestimone Alma Azzolin che sostiene invece di aver visto il muratore con una ragazzina nell'estate del 2010, identificata dalla teste proprio in Yara Gambirasio. Massimo Bossetti in aula denuncia inoltre il trattamento subito il giorno dell'arresto, il 16 giugno del 2014. "Avevo paura, sono stato trattato in maniera schifosa, vergognosa. Peggio di uno spacciatore, di un mafioso. Peggio di Totò Riina" dichiara il muratore, dimenticando di sottolineare che il ministro dell'Interno in persona dichiarò all'Italia che era stato preso "l'assassino" di Yara Gambirasio non rispettando la presunzione di innocenza. Massimo Bossetti ha poi negato che il furgone ripreso più volte davanti al Palazzetto dello Sport di Brembate di Sopra fosse il suo spiegando che per esempio nonostante i molti elementi in comune il cassone era diverso. Bossetti ha comunque chiesto di guardare nuovamente il video dell'accusa, richiesta accordata dal pm. Il video potrebbe già essere trasmesso nel corso della prossima udienza.

Su domanda del suo legale, Bossetti ha poi ammesso di aver subito pressioni affinché confessase il delitto. "Tutti mi hanno fatto pressioni. Ma se uno è innocente, su cosa deve cedere? Anche mia moglie mi ha fatto il quarto grado quando è venuta a trovarmi, ma se avessi mentito mi avrebbe letto negli occhi" spiega il muratore. Infine, Massimo Bossetti ha spiegato che a suo giudizio "Fulvio Gambirasio non è un padre normale" perché dopo la scomparsa della figlia era già in cantiere a lavorare.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: