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Yahoo: software spia ed email rubate. Hacker è governo USA?

Tutte le email su Yahoo sono state segretamente controllate per conto del governo degli Stati Uniti. Ad assecondare la richiesta delle agenzie di spionaggio governative è stata la CEO di Yahoo Marissa Mayer. Sorge quindi il sospetto che lo Stato che ha "sponsorizzato" gli hacker che hanno rubato 500 milioni di account email non sia certo la Russia.

Da almeno il 2015 (il dubbio è lecito) tutte le email su Yahoo sono state segretamente controllate per conto del governo degli Stati Uniti. Yahoo infatti ha assecondato i servizi segreti USA, costruendo un programma software che ha scansionato tutti i suoi milioni di account email. I dati così ottenuti sono stati quindi passati alla NSA o alla FBI (o ad entrambi). Inoltre, Yahoo ricercava sulle email, attraverso questo software, anche quelle informazioni specifiche che, di volta in volta, servivano all'intelligence americana.

A rivelare alla Reuters che Yahoo ha rispettato una direttiva classificata emanata dal governo degli Stati Uniti sono stati due ex dipendenti della multinazionale e una terza persona che era a conoscenza del programma. La direttiva in questione potrebbe essere la 702 del 2008 del Fisa Amendments Act, che permette al governo di monitorare i cittadini non statunitensi al fine di una sorverglianza anche di massa. Non è detto però che le email degli americani siano state risparmiate, il che violerebbe il quarto emendamento della Costituzione degli Stati Uniti

Al momento, non è ancora chiaro quali informazioni i funzionari dei servizi segreti statunitensi stessero cercando. Si sa invece che gli 007 americani volevano intercettare in queste email un set di caratteri (come per esempio una frase), e in tempo reale.

Ad assecondare la richiesta del governo USA è stata il CEO Marissa Mayer (osannata dai media mainstream quando scelta per dirigere Yahoo). E' bene però ricordare che Marissa Mayer, prima di entrare in Yahoo, è stata la prima ingegnere donna assunta da Google e una dei primi 20 impiegati della multinazionale di Mountain View. Inoltre, Mayer in Google ha lavorato anche alle funzionalità di Gmail. Google, dopo lo scandalo, ha assicurato di non aver mai ricevuto una richiesta simile di spionaggio da parte del governo degli Stati Uniti. Anche Microsoft si è affrettata a dichiarare che "non è mai stata impegnata nella scansione segreta del traffico email".

Il software di monitoraggio delle email di Yahoo è stato scoperto, poco dopo la sua installazione, dal capo responsabile della sicurezza delle informazioni, Alex Stamos, il quale inizialmente aveva pensato ad un hackeraggio. Quando ha capito invece che era stata Marissa Mayer ad autorizzare il programma di sorveglianza di massa, Stamos si è dimesso andando a dirigere la sicurezza di Facebook. Facebook, come Twitter, ha però assicurato di non aver mai ricevuto una richiesta simile a quella di Yahoo. Stesso discorso per Apple, che precisa di non aver "mai lavorato con qualsiasi agenzia governativa di qualsiasi Paese per creare una backdoor di uno qualsiasi dei nostri prodotti o servizi. - aggiungendo - Non abbiamo inoltre neanche mai permesso l'accesso ai nostri server. E mai lo faremo".

Fatto sta che in base alle leggi americane, in particolare ad alcuni emendamenti del 2008 al Foreign Intelligence Surveillance Act, le agenzie di spionaggio USA possono chiedere alle società di telefonia e di internet di fornire i dati dei loro clienti per una serie di motivi, tra cui la prevenzione da attacchi terroristici.

Questo di Yahoo rappresenta il primo caso noto di una società internet statunitense che accetta di ricercare per una agenzia di spionaggio governativa tutti i messaggi di posta elettonica in arrivo. Da ricordare però che fu Edward Snowden ha rivelare, ormai 3 anni fa, come la FBI e la NSA abbiano raccolto le registrazioni telefoniche di milioni di clienti Verizon, svelando al contempo il programma di sorveglianza di massa PRISM che permette all'intelligence di "accedere e attingere direttamente ai server centrali di 9 aziende leader negli USA nel settore internet, per estrarre chat audio e video, fotografie, e-mail, documenti e log di connessione che consentono agli analisti di tracciare gli obiettivi stranieri".

Le aziende sono Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube, Apple, e all'epoca tutte evevano negato qualsiasi coinvolgimento volontario in PRISM.
Ora sappiamo che Yahoo ha mentito giustificandosi con il fatto che "è una società rispettosa del diritto, e rispetta le leggi degli Stati Uniti". Qualche altra società potrebbe quindi mentire oggi?

Inoltre, un'altra domanda sorge spontanea. Pochi giorni fa Yahoo ha confermato che degli hacker "sponsorizzati da uno Stato" hanno sottratto dai loro server ben 500 milioni di account. La prima Nazione indiziata è stata, come troppo spesso accade in questi mesi, la Russia. Dopo aver scoperto però che finora sono stati gli USA a rubare la privacy di milioni di persone nel mondo, il sospetto ricade principalmente su Washington anche perché le fonti della Reuters riferiscono che a causa di un difetto di programmazione del software creato da Yahoo gli hacker avrebbero potuto accedere alle email archiviate. E a sapere dell'esistenza del software erano solo gli Stati Uniti.

© riproduzione riservata | online: | update: 06/10/2016

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