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X Factor: Nevruz Joku in finale, uno su mille ce la fa

Nevruz Joku ce l'ha fatta e va in finale battendo i Kymera. Sorpresa tra il mondo mainstream per uno che con X Factor non c'entra niente perché ha l'X Factor. Ora sono rimasti in tre: Nevruz, Nathalie e il Marco Carta intonato Davide.

Ci sono molti Nevruz in Italia.
Vivono nascosti, con molta dignità e suonano (ma anche studiano, inventano, scrivono, disegnano, creano) con l'orgoglio di chi vive per essere se stesso.
Nevruz a differenza di altri concorrenti dei "talent show" non tira fuori il lacrimoso violino quando parla di sé, non mostra tessere di "appartenenza" a stereotipi privati che esibiti in pubblico fruttano automatiche immunità, non vende il proprio percorso per nessun motivo, anche se potrebbe portargli gloria e onore immediati.
Anzi, Nevruz quando si vede ad X Factor si fa anche un po' schifo, ed è per questo che è una persona sana e sincera, almeno artisticamente.
Questo tipo di percorso, in un Paese dove tutti aspirano ad essere etichettati per autoprotezione e per puntare il dito l'uno contro l'altro con la sicurezza di essere protetti dal gruppo, è molto duro.
Nevruz non becca mai applausi facili, non prende complimenti dovuti, quasi è una seccatura ritrovarselo tra i piedi, la clac non scatta, le critiche sono facili quanto lanciare palline ai pupazzi della giostra.
Ma "uno su mille ce la fa" (come dice Morandi) a non cadere in depressione in questo Paese, e Nevruz è uno di questi.
A dispetto di tutte le previsioni e le critiche, Nevruz Joku vince e convince per la sua personalità e per il suo talento, trionfa, in ultimo, per il fatto di avere una personalità e non essere un lobotomizzato al soldo degli Ultracorpi.
Canta nella prima manche "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" in modo assolutamente convincente "aggiungendoci del suo" come testimoniato da Gianni Morandi in persona e capendo davvero il testo pacifista di Franco Migliacci e Mauro Lusini.
Poi c'è l'inedito "Tra l'amore e il male" scritto da Bungaro e Saverio Grandi e dallo stesso Nevruz (che non sappiamo ancora se compare nelle firme) che mostra un Nevruz rocker melodico che convince soprattutto per la forza che Joku ci mette nell'interpretazione.
Nevruz si esibisce nella seconda manche con "Ancora" (della premiata ditta Mattone / Migliacci) e che anche Elio nota che forse non fosse proprio la canzone "vincente" per il rocker, che comunque canta bene e dimostra di saper cantare "tutto", a differenza di tutti.
E a questo punto Nevruz, al ballottaggio con i Kymera, sembra spacciato. I Kymera sorridono, Ruggeri, autore della canzone kymerica si mostra sicuro. Come può quel pazzo di Nevruz vincere contro la corazzata dei Kymera, preceduti da un lacrimoso video? Ma Nevruz non si arrende e dà il meglio di sé cantando "Pigro", doveroso omaggio ad un altro "emarginato" della musica italiana, il grande (ed indimenticato, caro "chitarrista") Ivan Graziani (qui in originale per i più giovani http://www.youtube.com/watch?v=TDUmK9leSmU).
Ma non è finita qui. Nell'ultimo duello con i mainstreamissimi Kymera, Nevruz stupisce ancora tirando fuori coraggiosamente dal cilindro "Meditazione" de "il Balletto di Bronzo" (dal grande album Sirio 2222, pubblicato nel 1970, qui la versione originale http://www.youtube.com/watch?v=RmTQwAOcuo8).
Solamente per questa scelta si merita la vittoria di X Factor. E così il destino, cinico e baro, quasi sempre, fa fuori i Kymera e premia Nevruz, il chitarrista capellone della cantina accanto.

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