, accusato di aver violato il copyright con il suo sito. A quando una petizione anche per WikiLeaks e MegaUpload?
Jimmy "Jimbo" Wales, il fondatore di Wikipedia, si fa promotore di una petizione in difesa di Richard O'Dwyer1 , uno studente britannico di 24 anni fondatore del sito web TVShack.net2 , sulla cui home page oggi troneggia un bel messaggio postato dall'U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE), dal Dipartimento di Giustizia americano e dal National Intellectual Property Rights (IPR Center).
Gli Stati Uniti infatti hanno richiesto l'estradizione di Richard O'Dwyer perché avrebbe violato il copyright attraverso il suo sito, che consisteva, come spiega il fondatore di Wikipedia, in una sorta di motore di ricerca che collegava però gli utenti ad indirizzi dove era possibile vedere la televisione o i film su internet.
Jimbo Wales fa notare inoltre che il sito di Richard O'Dwyer non era ospitato (cioè non aveva il server) negli Stati Uniti, e la maggior parte degli utenti che si collegavano al dominio TVShack.net erano inglesi.
In altre parole, sottolinea il fondatore di Wikipedia, gli Stati Uniti stanno cercando di "perseguire un cittadino del Regno Unito per un presunto crimine che ha avuto luogo sul suolo del Regno Unito".
A dover far riflettere, come precisa Jimmy Wales, è inoltre il fatto che Richard O'Dwyer sul suo sito ospitava solo "link e non i contenuti protetti da copyright".
In futuro, ma anche nel presente, ogni sito che ospita anche un solo link verso un contenuto che viola il copyright (anche su Youtube?) rischia quindi di venir denunciato, e magari il gestore anche estradato. Negli USA naturalmente.
Il fondatore di Wikipedia sottolinea che la difesa del copyright non può tradursi in una sottomissione di "abusi infiniti sulle nostre libertà civili negli interessi dei magnati di Hollywood", e per questo esorta i cittadini ad "alzarsi in piedi per i nostri diritti online".
A quando, quindi, si potrebbe chiedere a questo punto qualcuno, una petizione anche per il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, e Kim Dotcom, fondatore di MegaUpload? C'è probabilmente chi pensa, infatti, che nella lotta sui "diritti online" non si possano fare "figli e figliastri", soprattutto se a rischiare di essere estradato è il fondatore di un sito, WikiLeaks, che ha pubblicato documenti di rilevanza storica-politica, come il video "Collateral Murder"3 che rivela come in Iraq un elicottero Apache degli Stati Uniti a sparato a terra in direzione di alcuni civili, tra cui alcuni giornalisti.
Un video, tra le altre cose, postato anche su Wikipedia. Anche per questo c'è chi spera che Jimmy "Jimbo" Wales cambi quella idea che gli fece dire, circa un anno fa a "L'Uomo Vogue", Vorrei proprio che Julian Assange avesse scelto un nome diverso da WikiLeaks. Le cose che fanno loro non hanno nulla a che fare con l'idea di Wiki, che è costruire qualcosa insieme, in uno sforzo comune. Assange si limita a pubblicare documenti, e lanci una petizione anche per Julian Assange, che ha chiesto asilo in Ecuador perché denuncia di essere un perseguito politico4 per il suo "lavoro di pubblicazione di informazioni che compromettono i potenti, nel pubblicare cioè la verità e, quindi, denunciare la corruzione e le gravi violazioni dei diritti umani in giro per il mondo". Tutto questo, su internet.
Wikipedia compie dieci anni e lo fa in grande con festeggiamenti che dureranno un anno. E tra i portatori d'acqua e di incenso c'è chi ricorda il web senza il Moloch del pensiero unico, che ha fatto appassire i contributi culturali e indipendenti della rete.
Wikipedia si rabbuia, Google mette un link, Greenpeace "annerisce" il logo, insomma questo 18 gennaio verrà ricordato per essere "la più grande protesta online della storia". Parte il SOPA STRIKE, contro il "Stop Online Piracy Act" (SOPA, appunto) e il PIPA (PROTECT IP Act) che minacciano la "libertà" (purtroppo sempre tra virgolette) della rete.
Wikipedia torna on-line dopo un paio di giorni di sciopero per protestare contro la cosiddetta norma "ammazza blog" introdotta nel DDL intercettazioni. Ma se un emendamento sembra poter salvare i blogger, basta una "lettera" a rendere tutto ancora molto pericoloso.
Wikipedia si autocensura, per protesta, contro la cosiddetta "legge bavaglio" e la norma "ammazza blog", che rischia di paralizzare internet e la libertà di espressione sul web. Ma il comma 29 del DDL intercettazioni riserva anche un'altra amara sorpresa.
SOPA e PIPA grazie a un'azione che ha coinvolto, si stima, circa 100 milioni di utenti del web sono state "rimandate". Wikipedia si oscura, Google partecipa con un link, il tiepido Mark Zuckerberg (Facebook) con una dichiarazione, e Peter Gabriel con la generosa "serrata" di petergabriel.com.
1.il fondatore di Wikipedia, si fa promotore di una petizione in difesa di Richard O'Dwyer - https://www.change.org/petitions/ukhomeoffice-stop-the-extradition-of-richard-o-dwyer-to-the-usa-saverichard
2.TVShack.net - http://tvshack.net/
3.video "Collateral Murder" - http://en.wikipedia.org/wiki/File:CollateralMurder.ogv
4.Julian Assange, che ha chiesto asilo in Ecuador perché denuncia di essere un perseguito politico - http://www.mainfatti.it/WikiLeaks/WikiLeaks-Julian-Assange-chiede-asilo-politico-in-Ecuador-La-lettera_044383033[...]