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Wikipedia compie 10 anni. Ma Jimbo Wales rosica per WikiLeaks

Wikipedia compie dieci anni e lo fa in grande con festeggiamenti che dureranno un anno. E tra i portatori d'acqua e di incenso c'è chi ricorda il web senza il Moloch del pensiero unico, che ha fatto appassire i contributi culturali e indipendenti della rete.

Wikipedia compie dieci anni e per la sua storia, chiaramente "scritta da esso", ci si può rivolgere proprio a Wikipedia stessa che, in tutte le lingue, spiegherà vita e miracoli dell'enciclopedia più famosa del mondo.
E anche più controversa, non solo per gli errori, le imprecisioni, la mancanza di citazione delle fonti, il plagio, il vandalismo, il pressapochismo e molte altre cose di cui Wikipedia è spesso accusata e di cui essa stessa è al corrente, ma anche per il modo in cui ha cambiato la "cultura" e soprattutto il "senso" della partecipazione sulla rete.
Il suo fondatore Jimmy "Jimbo" Wales si confessa in una lunga intervista sulla BBC (http://tinyurl.com/4puj7qh) e svela grandi progetti per il futuro, tra cui raggiungere un miliardo di utenti (ora sono circa 400 milioni) e semplificare la partecipazione alla scrittura delle informazioni.
Wikipedia in questi dieci anni ha fatto davvero storia, letteralmente. Grazie a Google che ha incominciato a metterla ai primi posti per qualsiasi parola si cercasse (prima ancora che mettesse "Facebook" su ogni "nome e cognome" digitato), Wikipedia è diventata il punto comodo di riferimento non solo di ogni dubbio, ma di ogni ricerca e addirittura fonte di qualsiasi testo.
Questo trend ha fatto regredire il concetto stesso di "enciclopedia sul web" finendo per produrre una enciclopedia "cartacea" monstre (oltretutto di dubbia qualità) traslata online.
L'enciclopedia sul web sarebbe dovuta essere qualcosa come il "progetto Xanadu" di Ted Nelson e non la mera trasposizione del supporto cartaceo. Anche le voci più importanti, se paragonate alla cura di una media enciclopedia degli anni '60 del secolo scorso, fanno capire che l'informatica, come scienza, non è stata ancora capita, se non ovviamente nel suo "lato oscuro" di controllo dell'informazione.
Ed in effetti c'è una cosa che Wikipedia dopo dieci anni è riuscita a fare in modo perfetto: eliminare ogni concorrente (sia gratuito che commerciale, quindi la pluralità di informazione) e fare ritirare, abbandonare, non manutenere più e non innovare le miliardi di pagine culturali che il web produceva nella sua sana e sacrosanta indipendenza intellettuale.
Questo per due fattori: da una parte è troppo comodo per i "nuovi" attingere da Wikipedia, dall'altra è troppo umiliante per i "vecchi" (del web, si intende) farsi scopiazzare le pagine e la struttura da Wikipedia che, come un'aspirapolvere, in nome di grandi ideali, "ribatte" i contenuti.
Perché se non si è profondi conoscitori di una materia, non si può scrivere su un'enciclopedia (oltretutto "senza firma"), perché è una responsabilità troppo grande sentenziare su degli argomenti anche molto delicati. Jimmy "Jimbo" Wales è riuscito a creare Wikipedia proprio perché non ha nessun tipo di scrupolo di "etica hacker" sulle ricadute del suo prodotto.
Forse anche per questo Jimbo si è "stranito" per il fatto, davvero paradossale (e che sembra una pena del contrappasso), che qualcuno sia diventato più famoso di lui per il prefisso Wiki.
Come scrive L'Uomo Vogue in edicola "Vorrei proprio che Assange avesse scelto un nome diverso da WikiLeaks - sbotta Wales - Le cose che fanno loro non hanno nulla a che fare con l'idea di Wiki, che è costruire qualcosa insieme, in uno sforzo comune. Assange si limita a pubblicare documenti".
E già, si limita a pubblicare documenti. Appunto.
Ma ora è tempo di festeggiamenti! Lunga vita a Wikipedia! Lunga vita al Pensiero Unico. Aspettando la riscossa culturale e indipendente che valorizzi di nuovo la pluralità del web. E che forse, proprio con WikiLeaks, è comiciata.

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