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WikiLeaks vince battaglia contro "censura economica". Per tutto il resto, c'è MasterCard

"La censura economica è censura" sottolineava Julian Assange commentando il blocco delle transazioni (e donazioni) con carta di credito verso WikiLeaks da parte di Visa, MasterCard, PayPal, Bank of America e Western Union. In una nota, WikiLeaks informa che finalmente "MasterCard fatto marcia indietro, invertendo la sua posizione".

"Noi non staremo mai in silenzio. La censura economica è censura. E' sbagliata. Quando ciò è fatto al di fuori dello Stato di diritto è doppiamente sbagliata. Uno ad uno tra coloro che sono coinvolti nel tentativo di censura di WikiLeaks si troveranno dalla parte sbagliata della storia" ammoniva un anno fa Julian Assange, commentando la sentenza del tribunale di Reykjavík, Islanda, che aveva stabilito come la Valitor, ex Visa Islanda e partner islandese per VISA e MasterCard, aveva violato i termini contrattuali stipulati con WikiLeaks, attraverso Datacell (società islandese che elabora le donazioni), applicando il blocco delle transazioni dopo la pubblicazione dei cablo diplomatici statunitensi. Blocco iniziato nel 2010 e portato avanti da Visa, MasterCard, PayPal, Bank of America e Western Union. Il tribunale aveva ordinato alla Valitor di riattivare entro due settimane le donazioni, stabilendo una multa di 3mila sterline per ogni giorno di ritardo, ma tale condanna non rendeva sicuri gli effetti nei confronti di Visa e MasterCard. In una nota di oggi, WikiLeaks informa che finalmente "MasterCard International ha fatto marcia indietro, invertendo la sua posizione". Dopo la sentenza, la Valitor aveva annunciato che avrebbe scisso unilateralmente il contratto con WikiLeaks il 1 luglio 2013, ma nella nota viene spiegato come MasterCard abbia invece precisato al suo partner islandese che non desidera più continuare il blocco. La Valitor ha contattato a tal riguardo anche Visa, ma per il momento l'azienda non ha risposto. Le donazioni con carta di credito per WikiLeaks sono quindi riprese attraverso https://paygate.datacell.com. Per donare a WikiLeaks con bonifico bancario o con altri metodi, invece: https://shop.wikileaks.org/donate. Continua invece il blocco delle donazioni da parte di PayPal, Western Union e Bank of America.

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