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WikiLeaks svela piani segreti TPP sui diritti della proprietà intellettuale

Mentre Julian Assange rimane costretto nell'ambasciata dell'Equador a Londra, WikiLeaks continua il suo lavoro, e pubblica il capitolo sui diritti della proprietà intellettuale (Intellectual Property chapter) che sono stati oggetto dei negoziati segreti facenti capo al progetto del Trans-Pacific Partnership Agreement (TPP). Assange avverte: "Se istituito, il regime Intellectual Property chapter del TPP potrebbe calpestare i diritti individuali e la libertà di espressione, così come calpestare i commons intellettuali e creative".

Mentre Julian Assange è da oltre un anno costretto nell'ambasciata dell'Equador a Londra, poiché le autorità dell'Inghilterra gli impediscono di usufruire dell'asilo politico concesso da Rafael Correa, WikiLeaks continua la sua battaglia, e cioè rendere di dominio pubblico ciò che i poteri forti vorrebbero invece tenere strettamente segreto. Il 13 novembre, nonostante i media mainstream non ne abbiamo dato alcuna notizia, WikiLeaks ha pubblicato infatti il capitolo sui diritti della proprietà intellettuale (Intellectual Property chapter) che sono stati oggetto dal 19 al 24 novembre (a Salt Lake City nello Utah) dei negoziati segreti facenti capo al progetto del Trans-Pacific Partnership Agreement (TPP). Come spiega WikiLeaks, il TPP è il più grande trattato economico mai formulato, che comprende le nazioni che rappresentano oltre il 40 per cento del PIL mondiale. Il documento pubblicato da WikiLeaks (IP Chapter) è di grande importanza, perché se messo in atto avrà effetti di vasta portata sul commercio delle medicine, sull'editoria, sui servizi internet, le libertà civili e i brevetti biologici. Il TPP è il precursore dell'altrettanto segreto patto USA-UE ribattezzato TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), per il quale il presidente Barack Obama ha avviato negoziati nel gennaio 2013. Insieme, il TPP e TTIP coprirà oltre il 60 per cento del PIL mondiale, ma entrambi i patti escludono la Cina.

WikiLeaks spiega che fin dall'origine i negoziati del TTP e tutti i processi di elaborazione del trattato sono stati avvolti da una segretezza senza precedenti. Persino i membri del Congresso degli Stati Uniti sono in grado di visualizzare solo porzioni selezionate di quei documenti che andranno a formare il trattato. WikiLeaks aggiunge che "solo tre individui in ogni nazione aderenti al TPP hanno accesso al testo integrale" mentre "ai 600 'consulenti commerciali' - che guardano gli interessi delle grandi aziende statunitensi come Chevron, Halliburton, Monsanto e Walmart - è concesso un accesso privilegiato alle sezioni cruciali del testo del trattato".

Numerosi Capi di Stato e di Governo aderenti al TPP, tra cui il presidente Obama, hanno dichiarato la loro intenzione di voler firmare e ratificare il trattato prima della fine del 2013. Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha fatto quindi notare come "l'amministrazione statunitense stia aggressivamente spingendo il TPP, ma attraverso un processo legislativo che lavora in sordina". Julian Assage osserva: "Se istituito, il regime Intellectual Property chapter del TPP potrebbe calpestare i diritti individuali e la libertà di espressione, così come calpestare i commons intellettuali e creative. Se tu leggi, scrivi, pubblichi, pensi, ascolti, balli, canti o inventi, se coltivi o consumi cibo, se sei malato o potresti un giorno ammalarti, sei nel mirino del TPP".

Ieri, 9 dicembre, WikiLeaks ha pubblicato altri due documenti segreti sul TPP (TPP Salt Lake Extracts e TPP Salt Lake Positions) che mostrano lo stato di avanzamento dei negoziati, in vista della riunione dei ministri del commercio che si terrà questa settimana a Singapore, tra i 12 Paesi membri aderenti all'accordo, quali Stati Uniti, Giappone, Messico, Canada, Australia, Malesia, Cile, Singapore, Perù, Vietnam, Nuova Zelanda e Brunei. Se nell'IP Chapter del TPP vengono riportate le posizioni di ciascun Paese sulle questioni in corso di negoziazione, negli ultimi documenti pubblicati da WikiLeaks emergono le profonde divisioni tra gli Stati Uniti e le altre nazioni, venute fuori nel corso della riunione a Salt Lake City, nonché la "grande pressione" esercitata dai negoziatori statunitensi per spostare altre nazioni sulle loro posizioni.

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