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WikiLeaks svela email Hillary Clinton che prova violazione leggi federali

Finora Hillary Clinton, che corre per diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti, è riuscita a non farsi travolgere dallo scandalo delle email. Ma WikiLeaks svela una email del 2011 che di fatto potrebbe dimostrare come Hillary Clinton utilizzasse consapevolmente la posta personale per evitare di lasciar traccia negli archivi governativi.

Finora Hillary Clinton, che corre per diventare la prima donna Presidente degli Stati Uniti, è riuscita a non farsi travolgere dallo scandalo delle email, quelle che l'allora segretario di Stato americano inviava solo ed unicamente da un indirizzo di posta elettronica personale. Per quattro anni, infatti, Hillary Clinton ha parlato di tutto, ma soprattutto di lavoro, utilizzando una email privata e non quella governativa come impone la legge in materia, il Federal Records Act, che prevede di archiviare e protocollare ogni messaggio ricevuto ed inviato per motivi professionali.

Quando tale prassi della Clinton è divenuta di dominio pubblico, la candidata democratica ha quindi consegnato un faldone contenente oltre 50.000 pagine di email, anche se ovviamente sono sorti dubbi su come questa "selezione" sia effettivamente avvenuta. In base poi al Freedom of Information Act il Dipartimento di Stato USA ha reso pubbliche queste email, che sono comodamente consultabili sul sito di WikiLeaks.

Parallelamente è stata inviata una inchiesta che però di fatto è stata archiviata perché le indagini non avrebbero prodotto prove sufficienti a dimostrare che Hillary Clinton avesse violato consapevolmente i regolamenti federali. Eppure, nessuno può pensare che la Clinton non conosca cosa alla Casa Bianca si possa fare o meno, tanto che un simile uso della posta personale per motivi professionali non ha precedenti nella storia del governo americano. Anche perché i messaggi trasmessi attraverso una casella di posta elettronica del governo sono maggiormente protetti nonché criptati, il che garantisce una sicurezza delle comunicazioni maggiore rispetto ad una email privata. E questo Hillary Clinton non poteva non saperlo.

Ed infatti WikiLeaks, che non ha smesso di frugare ed analizzare le migliaia di email dell'ex segretario di Stato americano, ne ha trovata una che potrebbe dimostrare come Hillary Clinton utilizzasse consapevolmente la posta personale per evitare di lasciar traccia negli archivi governativi. In una email datata 17 giugno 2011 dall'indirizzo di posta hrod17@clintonemail.com viene infatti inviata una email a Jacob J. Sullivan, che dovrebbe essere l'attuale consigliere di politica estera nella campagna elettorale 2016 della Clinton ma che all'epoca era presumibilmente con esponente governativo visto che la sua casella è @state.gov.

Nella email Sullivan informa la Clinton spiegando: "Dicono che hanno avuto problemi di invio da un fax sicuro. Ci stanno lavorando". Non è chiaro cosa la Clinton debba ricevere. A quel punto però l'attuale candidata alla presidenza USA scrive a Sullivan: "Se non possono, lo trasformino in un documento senza intestazione identificabile e lo inviino in maniera non sicura".

WikiLeaks domanda quindi se questa email può bastare alla FBI per dimostrare che Hillary Clinton ha violato le leggi federali perché da ciò che scrive appare ovvio che, in questo scambio di battute, l'ex segretario di Stato ha cercato di superare le regole sulla classificazione dei documenti.

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