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WikiLeaks: relazioni USA in pericolo con Russia e Israele

Questa volta WikiLeaks sembra che voglia diffondere cablogrammi diplomatici contenenti accuse di corruzione e la notizia sta mettendo in serio imbarazzo soprattutto gli USA, che rischia incidenti diplomatici sia con la Russia che con Israele.

Tra pochi giorni il portale di Julian Assange diffonderà dei files che stanno già mettendo in imbarazzo gli USA, e non solo. Pare infatti che questa volta WikiLeaks voglia diffondere cablogrammi diplomatici contenenti accuse di corruzione tanto che diversi governi sono molto preoccupati del possibile impatto che tali rivelazioni avranno a livello internazionale.
Per esempio, secondo quanto riferisce il Washington Post, WikiLeaks intende diffondere dei documenti che dimostrerebbero il sostegno che gli Stati Uniti hanno accordato al Pkk, un'organizzazione di ribelli curdi in guerra contro Ankara dal 1984. Il quotidiano londinese al-Hayat, invece, spiega che tra i files ci potrebbero essere le prove a dimostrazione di un aiuto ad al-Qaida in Iraq da parte della Turchia.
Ma a preoccupare maggiormente sarebbe il fatto che alcuni documenti potrebbero mettere in serio pericolo le relazioni tra USA e Israele e USA e Russia.
Secondo il "Kommersant" (giornale economico di Mosca), per esempio, i files comprenderebbero "registrazioni di conversazioni dei diplomatici americani con politici russi, giudizi sugli eventi più rilevanti in Russia e l'analisi di ciò che sta accadendo nel Paese e della sua politica interna ed estera" il tutto contornato con "apprezzamenti poco lusinghieri" sui leader russi.
Stesso imbarazzo da parte degli Stati Uniti nei confronti di Israele, tanto che l'ambasciata USA a Tel Aviv sembra che abbia avvertito il Ministero degli Esteri israeliano in merito ad alcuni contenuti scomodi. Secondo il quotidiano Haaretz (come riporta anche La Repubblica) pare che alcune email inviate dall'ambasciata USA a Tel Aviv al Dipartimento di Stato riguarderebbero "aspetti delle relazioni fra Israele e Washington abitualmente coperti dal segreto" o che rivelerebbero "scambi di informazioni fra diplomatici statunitensi che non sempre riflettono la posizione ufficiale dell'amministrazione".

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