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WikiLeaks: presto on-line altri 15mila documenti, ma censurati nomi informatori

WikiLeaks ha annunciato che tra qualche settimana renderà pubblici i rimanenti 15mila documenti riservati sulla guerra in Afghanistan. Julian Assange assicura però che tutti "i nomi delle persone innocenti che rischiano di esporsi a minacce significative" saranno protetti.

WikiLeaks ha annunciato che tra qualche settimana renderà pubblici i rimanenti 15mila documenti riservati sulla guerra in Afghanistan.
Nel corso di un dibattito organizzato dal Frontline Club a Londra, infatti, il fondatore del sito internet WikiLeaks Julian Assange ha comunicato che avrebbe mantenuto l'impegno di pubblicare anche quei documenti che si riferiscono, in gran parte, ad operazioni del 2010.
"Siamo a metà del lavoro" afferma Julian Assange, aggiungendo che stanno "verificando riga per riga" tutti i documenti rimanenti. Il Pentagono, infatti, dopo la pubblicazione nei giorni scorsi dei 77mila documenti segreti, raggruppati sotto il link "Afghan War Diary, 2004-2010", aveva detto che la diffusione di questi ultimi sarebbe stato un atto di "irresponsabilità".
Pare allora che Assange abbia colto l'invito rivoltogli da Amnesty International e Report Sans Frontier di censurare i nomi delle persone citate dai documenti, per non mettere in pericolo informatori, agenti infiltrati o civili che collaborano in zone di guerra come l'Afghanistan.
Julian Assange assicura quindi che tutti "i nomi delle persone innocenti che rischiano di esporsi a minacce significative" saranno protetti.

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