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WikiLeaks, petizione per Assange: in USA l'attende l'Espionage Act

Julian Assange attende la risposta dell'Ecuador in merito alla sua richiesta di asilo politico. Intanto, Michael Moore, Patch Adams, Daniel Ellsberg e migliaia di cittadini di tutto il mondo firmano una petizione a sostegno del fondatore di WikiLeaks , e viene consegnata una lettera indirizzata al presidente ecuadoriano Rafael Correa, dove si ricorda che gli USA attendono l'estradizione in Svezia dell'hacker per poi incriminarlo in base all'Espionage Act del 1917.

Mentre Jimmy "Jimbo" Wales, fondatore di Wikipedia, promuove una petizione per evitare l'estradizione negli Stati Uniti di uno studente inglese di 24 anni accusato di linkare attraverso il suo sito internet contenuti protetti da copyright, sostenendo invece che WikiLeaks non ha "nulla a che fare con l'idea di Wiki" (quanto è vero, ndr), negli USA più di 5000 cittadini si sono mobilitati per chiedere all'Ecuador di accettare la richiesta di asilo politico presentata da Julian Assange .
Tra questi, Michael Moore, Oliver Stone, Noam Chomsky, Danny Glover, Patch Adams ma anche l'autrice Naomi Wolf, il comico Bill Maher e Daniel Ellsberg, l'ex analista militare americano divenuto informatore che fece trapelare i "Pentagon Papers" nel 1971.
Robert Naiman, Policy Director del "Just Foreign Policy" che ha promosso la petizione indirizzata al presidente ecuadoriano Rafael Correa , ha consegnato lunedì una lettera all'ambasciata dell'Ecuador a Londra , dove attende la risposta sulla richiesta di asilo politico Julian Assange.
La Gran Bretagna ha infatti già reso noto che se l'Ecuador rifiuterà la richiesta d'asilo, il fondatore di WikiLeaks verrà immediatamente arrestato per aver violato le misure cautelari imposte.
Nella lettera indirizzata a Correa si fa presente che "i cittadini degli Stati Uniti mostrano preoccupazione per le politiche del governo americano", e chiedono all'Ecuador di accogliere la richiesta di asilo politico perché "Julian Assange corre seriamente il rischio di una azione penale da parte del Governo degli USA", che vorrebbe incriminarlo per "il ruolo ricoperto nella pubblicazione dei cablogrammi diplomatici statunitensi " in base all'Espionage Act del 1917.
Nella lettera si ricorda come la Svezia abbia chiesto l'estradizione di Julian Assange nonostante il fondatore di WikiLeaks non sia mai stato incriminato.
In Svezia, infatti, Julian Assange deve essere solamente interrogato riguardo all'accusa che gli è stata mossa da due donne, cioè quella, letteralmente, di "sesso a sorpresa" .
E il fondatore di WikiLeaks, si sottolinea ancora nella lettera, ha "ripetutamente chiarito che è disposto a rispondere a qualsiasi domanda relativa alle accuse che gli vengono mosse, ma nel Regno Unito".
La madre di Julian Assange, infatti, ha accusato il governo britannico, svedese e australiano di essere dei "sicofanti" degli Stati Uniti, ricordando che il caso in Svezia sia stranamente scoppiato nello stesso periodo in cui WikiLeaks si apprestava a far uscire documenti segreti statunitensi.
"Le accuse sono state istituite per denigrare e mettere a tacere la verità" aggiunge Christine Assange, spiegando che il figlio è stato "sorretto" proprio grazie a quanti in questi mesi hanno sempre creduto, e lottato, per lui e i suoi diritti.
Nella lettera indirizzata al presidente dell'Ecuador si precisa inoltre che "l'ex procuratore capo distrettuale di Stoccolma, Sven-Erik Alhem, ha più volte sostenuto che l'insistenza della Svezia nel voler estradare Julian Assange per un semplice interrogatorio è irragionevole e poco professionale, oltre che iniquo e sproporzionato".
Michael Moore, uno dei firmatari della lettera, ha scritto infatti su Facebook che "la polizia svedese può prendere un aereo per la Gran Bretagna in qualsiasi momento per interrogare Julian Assange, dopodiché la Svezia può decidere se vuole accusarlo di un crimine", aggiungendo però che la Svezia in realtà "ha poco interesse riguardo queste accuse, perché ciò che si vuole veramente è la possibilità di estradare Julian Assange in America - chiudendo - E questo, semplicemente, non deve accadere".
Nella lettera si rammenta che la pena massima prevista per l'Espionage Act è la pena di morte, e si precisa che "Julian Assange ha contribuito a rivelare al pubblico le prove dei crimini contro l'umanità commessi dagli Stati Uniti" e che quindi "la sua persecuzione da parte del governo degli Stati Uniti è un chiaro attacco alla libertà di stampa e al diritto del pubblico di conoscere la verità sulla politica estera degli Stati Uniti".
Robert Naiman ha inoltre sottolineato in un articolo sull'Huffington Post che "se il governo degli Stati Uniti riesce a perseguire Assange sotto l'Espionage Act a causa della divulgazione dei cablogrammi pubblicati su WikiLeaks, è probabile che in futuro tale incriminazione intimidirà potenziali informatori, rendendo quindi più difficile rivelare importanti segreti sulla politica estera degli Stati Uniti".
Un pericolo paventato già nel dicembre del 2010 dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) che avvertiva come la "risposta degli Stati Uniti è disperata e pericolosa perché va contro i principi fondamentali della libertà di espressione e della democrazia", dicendosi preoccupata sia per l'incolumità di Julian Assange, fondatore del giornalismo scientifico9 , che per quella del soldato Bradley Manning, accusato di essere la "gola profonda" di WikiLeaks ed attualmente sotto processo .
Ma anche Reporters sans frontières denunciava1 come "questa sia la prima volta in cui si è visto un tentativo a livello della comunità internazionale per censurare un sito web dedicato al principio di trasparenza".
L'ambasciatore dell'Ecuador nel Regno Unito, Anna Alban, fa sapere di aver lasciato Londra per incontrare Rafael Correa per discutere direttamente a Quito sulla richiesta di asilo politico di Julian Assange, e nel corso della settimana terrà una serie di incontri presso il ministero degli Esteri.

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