le notizie che fanno testo, dal 2010

WikiLeaks: iPhone? BlackBerry? Gmail? Taci, il nemico 2.0 ti ascolta

Julian Assange non usa mezzi termini nel rilasciare "The Spy Files". Sul mercato esistono prodotti hi-tech di altissimo livello, disponibili su ogni piattaforma e praticamente per qualsiasi prodotto di "largo consumo informatico", per spiare la popolazione mondiale. A prescindere dalla "complicità" delle compagnie telefoniche.

WikiLeaks rilascia nuovo materiale sconcertante, ottenuto in collaborazione con Bugged Planet e Privacy International e vagliato dai media di sei Paesi, tra i quali c'è anche "L'Espresso" per l'Italia. Questa volta, a finire sotto la lente dell'organizzazione di Julian Assange è l'industria mondiale dello "spionaggio" che, proprio come nel mondo militare, è fatta ora più da "contractors" che da persone "interne" alle "istituzioni". Anche perché lo spionaggio "commerciale", come si legge dalle carte di WikiLeaks, è cosa di tutti i giorni nel Mondo 2.0. Questa "industria" ha avuto un vero e proprio boom dopo l'11 Settembre 2001 e vale oggi miliardi di dollari. E anche "se suona come qualcosa alla Hollywood", come scrive WikiLeaks, l'intercettazione di massa è invece una realtà, creata da "contractors occidentali", anche per "oppositori politici". Stavolta l'obiettivo di Julian Assange è quello di sensibilizzare la popolazione mondiale su quanto sia facile non solo spiare personalmente gli individui, ma come sia semplice "controllare" le informazioni di milioni di persone. Dalla conferenza stampa di presentazione di "WikiLeaks: The Spy Files" l'organizzazione di Assange ha rilasciato on-line centinaia di fonti informative e materiale tecnico che spiegano bene, e nel particolare, come funzioni il "meccanismo" per spiare (potenzialmente o meno) i cittadini di tutto il mondo. Il materiale raccolto dimostra quanto la privacy del cittadino "wired" (nel senso di "collegato, connesso") sia estremamente vulnerabile, esattamente con quelle tecniche (molto più sofisticate, ovviamente) che ricordano il film del 1998 "Nemico pubblico" con Will Smith e Gene Hackman. Non stupisce quindi la battuta di Assange in conferenza stampa, dove ha scherzato emblematicamente: "Chi di voi ha un iPhone? Chi ha un Blackberry? Chi usa Gmail? Beh, siete tutti fregati". Spiega Assange: "La realtà è che gli appaltatori dell'intelligence stanno vendendo in questo momento ai paesi di tutto il mondo sistemi di sorveglianza di massa per tutti questi prodotti" (http://is.gd/xs6SNC). Ci sono infatti almeno 160 aziende a livello internazionale (in 25 Paesi) che hanno messo a punto dei sistemi hardware e software che possono letteralmente "controllare" non solo email, sms, e leggere qualunque cosa esista sui nostri PC, ma anche "prendere possesso" degli smartphone, scattare delle fotografie all'insaputa dell'utente, azionare il microfono del cellulare "da remoto". Gli smartphone stanno quindi diventando delle vere e proprie "microspie" che solertemente ci portiamo in giro, con il vantaggio, scherza Assange, "che ci puoi pure telefonare". E se le aziende che fanno questo "lavoro" nei paesi "democratici" giurano che qualsiasi passo è compiuto nel "rispetto della legge", così non è sicuramente quando di mezzo ci sono i regimi totalitari. WikiLeaks pubblica sulla sua pagina la lista delle compagnie che possiedono competenze e prodotti di altissimo livello nel campo dell'"intelligence" ("The Spyfiles" http://is.gd/VOlgIw) con dei dettagli molto interessanti, azienda per azienda, con tantissimo materiale informativo (disponibile anche su buggedplanet.info). "Agenzie di intelligence, forze militari e di polizia sono in grado silenziosamente, in massa, di intercettare segretamente le telefonate e prendere possesso dei computer senza l'aiuto o la conoscenza dei fornitori di telecomunicazioni. La localizzazione fisica degli utenti può venire tracciata se hanno con sé un telefono cellulare, anche se è solo in stand-by", si legge nella pagina di presentazione di "The Spyfiles" su WikiLeaks. Uno scenario che, come si legge nella stessa pagina ricorda "un mondo orwelliano". E ritornano in mente le parole del Garante della Privacy Francesco Pizzetti quando qualche tempo fa, nella sua relazione affermava: "Pensare al rischio di essere controllati immaginandosi ancora l'uomo con la cuffia che ascolta le conversazioni, o credere che il solo rischio per la libertà di comunicazione e di circolazione sia che qualcuno possa intercettare le nostre telefonate o gli sms, o localizzare gli spostamenti acquisendo i tabulati dei dati di traffico telefonico, è come pensare che la scoperta più recente dell'umanità sia la macchina a vapore" (http://is.gd/KWl5eo). E come forse consiglierebbe l'On. Giuseppe Tritoni, interpretato da Ugo Tognazzi (http://is.gd/yvHtG6), "Taci il nemico ti ascolta". Forse perché, come aveva intuito, "c'è un grande passato nel nostro futuro" (http://is.gd/EaCHJK). Anche in quello 2.0.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: