le notizie che fanno testo, dal 2010

WikiLeaks: UE approva intervento militare in Libia. I documenti classificati

WikiLeaks pubblica alcuni documenti classificati dell'Unione europea che svelano i dettagli di un vero e proprio intervento militare in Libia per contrastare il flusso di migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere le coste dell'Italia. Inoltre, l'UE per evitare una "pubblicità negativa" sull'operazione, che potrebbe provocare anche morti tra i migranti, consiglia di "adottare una strategia d'informazione" al fine di "facilitare la gestione dell'aspettativa".

WikiLeaks pubblica alcuni documenti classificati dell'Unione europea che svelano i dettagli di un vero e proprio intervento militare in Libia per contrastare il flusso di migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere le coste dell'Italia. Uno dei due documenti è stato redatto dai capi militari della Difesa degli Stati membri dell'UE. WikiLeaks ricorda che il piano è stato formalmente approvato dai rappresentanti di tutti i 28 paesi dell'Unione europea il 18 maggio 2015. Prima di tutto, uno dei documenti chiarisce che "il fine dello Status politico (dell'intervento militare, nda) non è chiaramente definito" e per questo viene raccomandato alla Commissione europea di rilasciare ulteriori indicazioni in merito. I documenti svelano un'operazione militare contro le reti di trasporto e le infrastrutture che lucrano sui rifugiati che attraversano il Mediterraneo nei barconi. L'importanza di questi documenti risiede nel fatto che il piano dell'UE sarebbe quello di condurre operazioni militari per distruggere le barche usate per il trasporto dei migranti e dei rifugiati all'interno del territorio libico.

Il piano svelato da WikiLeaks riconosce inoltre anche la possibilità all'UE di un uso militare della forza contro gruppi quali lo Stato Islamico "all'interno del terrirorio sovrano della Libia". In un documento si legge infatti: "L'uso della forza dovrebbe essere riconosciuta, in particolare durante le attività quali l'imbarco e quando si opera a terra o in prossimità di una costa protetta, o durante l'interazione con navi non in mare. La potenziale presenza di forze ostili, di estremisti o di terroristi, come Da'esh (ISIS, ndr) dovrebbe essere presa in considerazione". Nei documenti si evidenzia anche la "necessità di calibrare l'attività militare" in particolare nelle acque libiche o a terra "al fine di evitare di destabilizzare il processo politico, di provocare danni collaterali, di interrompere l'attività economica legittima o di creare la percezione di aver scelto una parte". In Libia, infatti, sono due i governi che si contrappongono: da una parte il governo internazionalmente riconosciuto, basato nella città orientale di Tobruk e sostenuto dalla Camera dei rappresentanti eletta e dall'operazione Dignità del generale Haftar; dall'altra parte il governo basato nella capitale Tripoli e sostenuto dal Nuovo Congresso Nazionale Generale e dalla coalizione di Alba Libica.

Poiché alcune organizzazioni dei diritti umani hanno invitato l'UE a non mettere a rischio la vita dei migranti, il piano svelato da WikiLeaks evidenzia che in effetti c'è il rischio per l'Unione europea di avere una "pubblicità negativa" a causa di questa operazione perché eventuali vittime civili potrebbero essere "attribuite, correttamente o meno, ad un uso o ad un non uso della forza". Così l'UE, che ricordiamo è stata insignita nel 2012 del Premio Nobel per la Pace, consiglia di "adottare una strategia d'informazione sin dall'inizio" al fine di "facilitare la gestione dell'aspettativa". In sostanza, fare propaganda.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: