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WikiLeaks, Julian Assange: storia premierà Edward Snowden e Bradley Manning

Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, è convinto che l'opera di Edward Snowden, la fonte che ha svelato i programmi di sorveglianza telefonica ed internet della NSA, e di Bradley Manning sarà premiata dalla storia. Prima che scoppiasse il caso PRISM, Julian Assange rifletteva proprio sul libro "The New Digital Age" di Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, e Jared Cohen, direttore di Google Ideas, definendolo come un "progetto sorprendentemente chiaro e provocatorio per l'imperialismo tecnocratico". Poi iniziò il Bilderberg 2013, da qualcuno ribattezzato "Google-Berg".

Edward Snowden è un "eroe" perché ha rivelato "uno dei più gravi avvenimenti del decennio, una impostazione strisciante di uno Stato di sorveglianza di massa". A dirlo è il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ancora chiuso dentro l'ambasciata dell'Ecuador a Londra, sottolineando come gli abusi a danno della privacy da parte degli Stati e di compagnie hi-tech sono una cosa contro cui lui e "molti altri giornalisti e attivisti per le libertà civili si battono da molto tempo". Julian Assange proprio per questo sottolinea come sia "molto piacevole vedere una prova così chiara e concreta presentata al pubblico", come i programmi di sorveglianza telefonica ed internet (PRISM) della NSA svelati da Edward Snowden. Julian Assange definisce quindi Bradley Manning, attualmente sotto processo con 21 capi di imputazione tra cui l'aver "aiutato il nemico" (che sarebbe WikiLeaks) ed Edward Snowden "giovani seri che credono veramente in qualcosa e che hanno dimostrato di avere grande coraggio". Proprio per questo, Julian Assange non ha alcun dubbio sul fatto che "la storia gli renderà il giusto merito e che, forse, in pochi anni, li libererà dalla loro difficile situazione". Edward Snowden, infatti, rischia di venir accusato di "alto tradimento", come invocano già alcuni esponenti politici americani.

Eppure, anche Daniel Ellsberg, ex analista militare che ha rivelato i segreti della guerra del Vietnam attraverso il Pentagon Papers nel 1971, ha descritto l'azione di Snowden come il più importante e forse il più significativo leak nella storia americana, tanto che anche all'interno del Congresso USA si è acceso un dibattito per comprendere se le pratiche adottate dalla NSA sono andate troppo oltre, anche alla legge.

Interessante notare come pochi giorni prima che Edward Snowden svelasse i programmi USA di monitoraggio nazionale e internazionale delle comunicazioni internet ribattezzato programma PRISM dalla NSA, proprio Julian Assange scriveva per il The New York Times un articolo dall'eloquente titolo: "La banalità del Don't Be Evil". Julian Assange commentava l'uscita del libro "The New Digital Age", scritto a quattro mani da Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, e Jared Cohen, ex consigliere di Condoleezza Rice e Hillary Clinton che ora è direttore di Google Ideas. Julian Assange non usa troppi giri di parole nel sottolineare come il libro "The New Digital Age è un progetto sorprendentemente chiaro e provocatorio per l'imperialismo tecnocratico" scritto proprio "dai due dei suoi principali stregoni, Eric Schmidt e Jared Cohen" che punta alla "costruzione di un nuovo linguaggio per il potere globale degli Stati Uniti nel 21esimo secolo". Julian Assange continua spiegando che "il libro proselitizza il ruolo della tecnologia destinata a ridisegnare le persone e le nazioni del pianeta con le sembianze della superpotenza dominante del mondo", aggiungendo che "è un tentativo da parte di Google di posizionarsi come riferimento geopolitico americano".

Julian Assange osserva poi come nel libro un intero capitolo è dedicato a "Il futuro del terrorismo", che naturalmente sarà incentrato nel "cyber-terrorismo". Sarà un caso che Barack Obama, difensore senza imbarazzo dei programmi di sorveglianza telefonica ed internet della NSA, abbia chiesto ai vertici dell'intelligence, come svelato pochi giorni fa The Washington Post e The Guardian, una lista di possibili bersagli nel mondo da colpire con cyber attacchi, in modo da "far progredire gli obiettivi americani". Julian Assange nel suo articolo conclude quindi che "il progresso della tecnologia dell'informazione esemplificato dal Google" attraverso il libro "The New Digital Age" annuncia "la morte della privacy per la maggior parte delle persone e sposta il mondo verso l'autoritarismo". Eppure, per Obama, il programma di sorveglianza PRISM sarebbe addirittura "salutare per la democrazia".

Ad aver accolto con entusiamo il libro personalità di spicco come Tony Blair, l'ex direttore della CIA Michael Hayden e l'intramontabile Henry Kissinger, quest'ultimo sempre presente alle riunioni del gruppo Bilderberg insieme ad Eric Schmidt, che quest'anno avrebbe discusso anche su come portare avanti "la nuova religione del transumanesimo", tanto che c'è chi ha ribattezzato emblematicamente il meeting a porte chiuse "Google-Berg".

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