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WikiLeaks, Julian Assange: Svezia prescrive accusa di molestia sessuale

Alcune della accuse mosse in Svezia contro il fondatore di WikiLeaks cadono in prescrizione, quella di molestia sessuale e coercizione illegale. Deluso Julian Assange poiché "gli è stata tolta la possibilità di dimostrare la propria innocenza". Il giornalista e attivista australiano dovrà però ancora affrontare la più grave delle accuse mosse contro di lui, quella di stupro o meglio "sesso a sopresa".

Finisce parte dell'incubo in cui è piombato Julian Assange. Alcune della accuse mosse contro il fondatore di WikiLeaks cadono infatti in prescrizione. I pubblici ministeri svedesi hanno infatti annunciato che alla mezzanotte di oggi 13 agosto decadranno le accuse di molestia sessuale e coercizione illegale risalente al 2010. Secondo la legge svedese, infatti, se un indagato non viene interrogato prima della prescrizione del reato, l'eventuale processo non può più svolgersi. Julian Assange non ha comunque accolto con soddisfazione la notizia, visto che il fondatore di WikiLeaks ha sempre respinto con forza tali accuse. L'avvocato di Assange ha chiarito infatti che il giornalista "è rimasto molto deluso poiché gli è stata tolta la possibilità di dimostrare la propria innocenza". Julian Assange si è infatti rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra non per evitare gli interrogatori ma per il timore che una volta in Svezia venisse estradato negli Stati Uniti, che vorrebbero incriminarlo per i cablo rilasciati da WikiLeaks in questi ultimi anni. Assange ricorda quindi di aver chiesto ripetutamente ai pubblici ministeri svedesi di venir interrogato, nell'ambasciata dell'Ecuador oppure in videoconferenza. Anche il suo avvocato svedese Per Samuelsson sottolinea che i pm "hanno avuto 5 anni di tempo per andare a Londra ad interrogare Assange", ancor prima che il fondatore di WikiLeaks mettesse piede nell'ambasciata dell'Ecuador. Inoltre, Julian Assange rammenta che si sarebbe recato in Svezia se questa avesse assicurato al fondatore di WikiLeaks che non avrebbe accettato alcuna richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti. Il giornalista e attivista australiano dovrà però ancora affrontare la più grave delle accuse mosse contro di lui, quella di stupro o meglio "sesso a sopresa". La Procura svedese precisa infatti che tale reato andrà in prescrizione solo il 17 agosto 2020, e che fino a tale data proseguiranno le indagini.

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