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WikiLeaks: Assange arrestato. Obiettivo "sparare al messaggero"

Julian Assange è stato arrestato perché non si vuole che si riveli la verità sui "traffici diplomatici e politici" e per questo si "sta cercando di 'sparare al messaggero' ". Tutto quello che WikiLeaks ha pubblicato, oltre al gossip italiano.

Il direttore di WikiLeaks Julian Assange è stato arrestato, o meglio si è consegnato alle autorità britanniche visto che "l'accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo", come commenta la notizia il nostro Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini.
Julian Assange ufficialmente è stato arrestato per un'accusa (quindi ancora tutta da provare) di stupro, molestie sessuali e coercizione ma come scrive in una lettera aperta pubblicata oggi sul The Australian "il governo Gillard ( Julia Gillard è il premier australiano, ndr) sta cercando di 'sparare al messaggero' perché non vuole che si riveli la verità, incluse informazioni sui propri traffici diplomatici e politici".
Se si desse la caccia ad ogni presunto stupratore come la si è data ad Assange allora probabilmente non esiterebbero più reati a sfondo sessuale.
E' inutile nascondesi dietro un dito: Julian Assange è un personaggio scomodo e l'obiettivo sembra quello di estradarlo, infine, negli Stati Uniti (anche se lui è un cittadino australiano).
Julian Assange, il fondatore del giornalismo "scientifico", invita gli australiani ad "osservare senza orgoglio l'abbandono a questi sentimenti di odio di Julia Gillard e del suo governo - spiegando - I poteri del governo australiano appaiono a completa disposizione degli USA per cancellare il mio passaporto australiano, o spiare e molestare i sostenitori di WikiLeaks. Il procuratore generale australiano sta facendo di tutto per aiutare le indagini USA dirette a mettere al muro cittadini australiani e spedirli negli USA".
Il direttore di WikiLeaks (che ricordiamo è anche un giornalista) rammenta nella sua lettera aperta (avvalendoci della traduzione fornita da La Stampa - http://tinyurl.com/2wtzw2o) che: "Ci sono state dozzine di telefonate serie negli USA per farmi 'portare fuori' dalle forze speciali USA. Sarah Palin dice che io dovrei essere 'abbattuto come Osama Bin Laden', c'è una proposta di legge repubblicana al Senato USA che chiede che io sia dichiarato una 'minaccia transnazionale' ed eliminato di conseguenza. Un consigliere dell'ufficio del primo ministro canadese ha chiesto in diretta televisiva nazionale che io fossi assassinato. Un blogger americano ha proposto che mio figlio, che ha vent'anni e vive qui in Australia, che fosse rapito e gli venisse fatto del male per nessun'altra ragione se non che per fare del male a me".
Julian Assange ricorda che prima di ogni pubblicazione si grida alla "sicurezza nazionale, delle truppe e delle vite umana" per poi sostenere, una volta che i documenti sono di pubblico dominio, che non ci sarebbe niente di rilevante.
"Non può essere entrambe le cose. Qual è la verità?" si chiede, e chiede, Assange. In Italia si è parlato soprattutto del "gossip" (che piace tanto e tira anche di più) di queste ultime pubblicazioni. Ma il cosidetto cablogate rivela fatti e circostanze ben più serie, che avrebbero meritato maggiore attenzione.
Nella sua lettera aperta Julian Assange le elenca tutte (almeno quelle finora rese note) e noi le riportiamo (sempre utilizzando la traduzione de La Stampa):
Gli USA hanno chiesto ai loro diplomatici di rubare materiale umano e informazioni personali ai funzionari ONU e ai gruppi che difendono i diritti umani, tra cui il DNA, le impronte digitali, la scannerizzazione dell'iride, i numeri delle carte di credito, le password su internet e le foto identificative, in violazione di qualsiasi trattato internazionale. Presumibilmente anche i diplomatici ONU australiani ne sono stati vittime.
Il re Abdullah dell'Arabia Saudita ha chiesto agli USA di attaccare l'Iran.
Funzionari in Giordania e nel Bahrain vogliono che il programma nucleare dell'Iran venga fermato con qualsiasi mezzo a disposizione.
L'inchiesta britannica sull'Iraq è stata una montatura per proteggere "gli interessi USA".
La Svezia è un membro occulto della NATO e la condivisione di informazioni dei servizi segreti USA viene nascosta al Parlamento.
Gli USA stanno giocando sporco per costringere altri Paesi a incamerare i detenuti liberati da Guantanamo Bay. Barack Obama si è messo d'accordo per incontrare il presidente sloveno solo se la Slovenia accetta un prigioniero. Kiribati, il nostro vicino del Pacifico, ha ricevuto un'offerta di milioni di dollari se accetta detenuti.

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