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ONU: detenzione fondatore WikiLeaks è illegale. Julian Assange è un rifugiato

Il Working Group on Arbitrary Detention Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha accolto l'appello di Julian Assange dichiarando che quella del fondatore di WikiLeaks è una "detenzione illegale". Da ricordare che Julian Assange è un rifugiato politico, status concesso dall'Ecuador nel 2012, e che contro di lui è aperta solo una "indagine preliminare".

L'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha rifiutato di confermare o smentire che la detenzione del fondatore di WikiLeaks Julian Assange è illegale, come anticipato dalla BBC. Questa mattina infatti la BBC aveva rivelato che il Working Group on Arbitrary Detention dell'OHCHR ha stabilito che la detenzione di Assange durata più di 3 anni nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra è illegale.
L'ufficio stampa dell'OHCHR chiarisce però che prima delle 11:00, ora di Ginevra, del 5 febbraio 2016 non rilascerà dichiarazioni. E' infatti atteso per domani il verdetto ufficiale del Working Group on Arbitrary Detention, che però circola già su internet.
All'Associated Press Katarina Byrenius Roslund, portavoce del Ministero degli Esteri svedese, ha però dichiarato di aver preso visione della relazione del Working Group on Arbitrary Detention confermando che l'ONU ha giudicato quella di Assange una "detenzione arbitraria" ma aggiungendo: "Si tratta di una valutazione diversa da quella espressa dalle autorità svedesi". Per il momento, su Julian Assange, che chiede la riconsegna del passaporto, pende però ancora un mandato d'arresto europeo. Downing Street avrebbe inoltre annunciato che non essendo vincolante la relazione dell'ONU "il Regno Unito continuerà ad avere l'obbligo giuridico di estradare Assange in Svezia".

Eppure il fondatore di WikiLeaks avrebbe il diritto di raggiungere, e in sicurezza, perlomeno l'Ecuador che gli ha concesso l'asilo politico nell'agosto 2012. Nonostante questo, più di 3 anni fa il Regno Unito ha circondato l'ambasciata dell'Ecuador a Londra con la polizia impedendo a Julian Assange di lasciare il Paese violando la Convenzione ONU del 1951 sui rifugiati. Assange ha ottenuto l'asilo politico in Ecuador in primo luogo perché il governo dell'Australia, Paese d'origine del fondatore di WikiLeaks, non è stato disposto a proteggere un suo concittadino e in secondo luogo perché sussiste un ragionevole timore di persecuzione da parte degli Stati Uniti per i cablo pubblicati.

Da sottolineare che Assange non è accusato di nessun crimine perché in Svezia è solo aperta una "indagine preliminare" contro il fondatore di WikiLeaks, per il reato di sesso di sorpresa. Il pubblico ministero deve infatti ancora decidere se l'inchiesta si trasformerà in una indagine formale oppure no. Nessuna delle donne che si erano rivolte alla procura per il fatto di aver avuto con Assange rapporti non protetti ha voluto presentare una denuncia formale contro il fondatore di WikiLeaks. Contro Julian Assange rimane in piedi l'ipotesi di reato di "stupro minore", che però non deve essere interpretato letteralmente essendo un termine tecnico nella legge svedese. Inoltre, in un SMS inviato ad un amico la donna ha spiegato che "non voleva accusare Julian Assange di niente" e che "era la polizia a fare tutto". Nel 2013, infatti, la donna ribadisce su Twitter di non essere stata mai violentata da Assange. Il timore di Julian Assange è che una volta in Svezia venga estradato negli Stati Uniti, dove è in corso una indagine classificata come un caso di sicurezza nazionale in merito alla pubblicazione su WikiLeaks di documenti riservati.

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