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Julian Assange: se USA mi incrimina condanna la stampa libera

Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, promette di diffondere quei cablogrammi segreti se si sentirà minacciato, come il dossier su Rupert Murdoch e la sua News Corporation, e avverte che se gli USA lo incriminano ad essere condannata sarà tutta la stampa libera.

Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, rimane molto preoccupato sulla possibilità di essere estradato negli Stati Uniti (ricordiamo che Assange è un cittadino australiano). I legali di Assange stanno infatti combattendo affinché il giornalista (anche se spesso lo si dimentica) non finisca consegnato agli svedesi (in Svezia è accusato di molestie sessuali), perché in tal caso l'estradizione negli USA appare piuttosto scontata (Julian Assange: pericolo Guantanamo e pena di morte se estradato - http://tinyurl.com/64jtsll). Julian Assange, quindi, rivela in un'intervista alla rivista New Statesman di avere ancora qualche asso nella manica, spiegando che vi sono molti altri cablogrammi del dipartimento di Stato americano che non ha ancora diffuso ma che renderebbe di dominio pubblico se si sentisse maggiormente in pericolo o minacciato. Julian Assange rivela per esempio di avere un dossier su Rupert Murdoch e la sua News Corporation. Ma il fondatore e direttore di WikiLeaks svela anche un'altra sua preoccupazione, già paventata da Reporters sans frontières (WikiLeaks, Reporters sans frontieres: Francia e USA come la Cina - http://tinyurl.com/3y954aj) quando sottolineò, in una nota in difesa di Julian Assange, che "qualsiasi restrizione alla libertà di diffondere questo corpus di documenti interesserà tutta la stampa, che ha dato copertura dettagliata delle informazioni messe a disposizione da WikiLeaks, attraverso cinque principali quotidiani internazionali che hanno collaborato attivamente nella preparazione per la pubblicazione".
Julian Assange spiega infatti che se gli Stati Uniti riuscissero ad incriminarlo, ciò creerebbe un pericolo precedente. Dopo di lui, infatti, potrebbero essere incriminati anche altri giornalisti, come per esempio quelli che hanno diffuso le notizie e le informazioni rilasciate da WikiLeaks. Ad essere condannato, quindi, non sarebbe solo Julian Assange ma tutta la stampa libera. E questo magari sotto il mandato di Barack Obama, tanto che col senno di poi quel suo "Yes, We Can" suona ancora più sinistro.

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