le notizie che fanno testo, dal 2010

Julian Assange sarà la rovina dell'Ecuador? Washington Post avverte

Ma vale davvero la pena di proteggere Julian Assange quando si rischiano centinaia di migliaia di posti di lavoro e il "blocco" delle esportazioni? Il Washington Post riflette sulla situazione dell'Ecuador e sul suo futuro economico e commerciale senza più la "simpatia" degli USA.

Avere concesso asilo politico a Julian Assange potrebbe costare molto caro all'Ecuador. E quando si dice "molto caro" si intende anche il lato economico. In un editoriale del The Washington Post si riflette se "valga la pena" per l'Ecuador dare asilo al fondatore di WikiLeaks. Il Post avverte che la decisione "pro Assange" dell'Ecuador potrebbe portare a "conseguenze economiche disastroser". Conseguenze che il quotidiano rivela in tutta la loro cruda realtà: "Il Congresso potrebbe decidere facilmente una diminuzione del commercio privilegiato con il Paese a cominciare dall'anno prossimo". E Julian Assange ospite dell'ambasciata dal 19 giugno e che giovedì scorso ha ottenuto asilo politico dallo Stato sudamericano, potrebbe ora rappresentare una grave minaccia per il presidente Rafael Correa. Si legge sempre l'editoriale del Washington Post: "Gli Stati Uniti, questo paese che Correa tanto disprezza, permette all'Ecuador di esportare molti beni liberi da imposte, sostenendo circa 400mila lavoratori in un Paese di 14 milioni di abitanti, e assorbe un terzo delle esportazioni dell'Ecuador". Insomma l'editorialista fa intendere che dare asilo politico a Julian Assange, (reo di aver detto la verità e di aver diffuso la verità, mediata dal lavoro giornalistico di decine di blasonate testate di tutto il mondo) potrebbe equivalere ad un gravissimo errore politico ed economico. Per alcuni WP con questo editoriale fa anche intravedere il trend che la "comunicazione mainstream" terrà compatto contro il Presidente dell'Ecuador: "Correa, che ha limitato la libertà di stampa nel suo Paese - scrive WP -, ha cominciato a mostrare segni di stabilire lo stesso tipo di autocrazia che Hugo Chavez ha stabilito in Venezuela". Qualcuno ha già sentito il rumore tipico della "macchina del fango".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: