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Julian Assange: autobiografia sarà pubblicata in Italia da Feltrinelli

Autobiografia in vista per il fondatore di WikiLeaks. Feltrinelli pubblicherà il libro di Assange in Italia. Il giovane hacker vuole raccogliere denaro per difendersi da quella parte del mondo che lo vorrebbe smaterializzato al più presto.

Julian Assange avrebbe firmato un contratto di 1,2 milioni di euro per scrivere la propria autobiografia. Una cifra tutto sommato modesta visto che rappresenta lo stipendiuccio di qualche star della TV che non ha, chiaramente, la stessa notorietà mondiale di Assange (né il peso storico e i meriti, ovviamente).
Ma la cifra è già sbandierata come "milionaria" tanto per delegittimare Julian Assange che per i suoi potentissimi nemici, oltre che un "maniaco" deve passare anche come un "uomo assetato di fama e denaro", nemmeno fosse un industrialotto qualunque.
L'autobiografia del fondatore di WikiLeaks che sarà come è ovvio pubblicata in tutto il mondo (chissà se censurata) è comunque, anche per ammissione di Assange, un'operazione "di cassetta" e non un vero e proprio libro di memorie, visto che il giovane hacker fondatore di WikiLeaks ha bisogno di somme ingenti di denaro per difendere se stesso e il suo sito.
Assange ha infatti bisogno di molto denaro considerando la causa pendente per violenza sessuale e i continui attacchi al sito reo di svelare l'ipocrisia dei governi mondiali verso i propri cittadini sovrani.
Il libro si annuncia già un best seller tanto che in Italia sarà Feltrinelli a pubblicare l'autobiografia di Julian Assange in primavera. Intanto il lavoro di WikiLeaks continua e Assange fa sapere che solamente una minima percentuale di documenti per ora è stata rilasciata.
Le ricadute politiche, etiche e morali dei "cablogrammi" diffusi da WikiLeaks peseranno comunque per i decenni a venire.
Interessante un commento su Youtube da parte di un utente che commenta una delle tante interviste ad Assange: "Se Julian Assange fosse stato in Cina e avesse fatto le stesse cose, l'Occidente l'avrebbe chiamato 'dissidente' e gli avrebbe dato il Premio Nobel".

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