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WikiLeaks, la dottrina Mitterrand vale per Battisti ma non per Assange

Nessuna "Libertà, Uguaglianza, Fratellanza" per Julian Assange. La Francia ha respinto l'accorato appello del fondatore di WikiLeaks che chiedeva a Francois Hollande asilo politico in Francia, rivelando che lì vivono anche suo figlio minore e la madre. Nonostante la toccante lettera aperta pubblicata su Le Monde, per l'Eliseo la situazione di Julian Assange non merita una procedura simile a quella della dottrina Mitterrand, di cui ha beneficiato per anni persino Cesare Battisti.

In molti in Francia hanno beneficiato della dottrina Mitterrand, in primis Cesare Battisti. Anche se è stata abrogata de facto nel 2002, la situazione di Julian Assange avrebbe meritato una simile procedura sull'asilo politico, visto che il fondatore di WikiLeaks è da 3 anni costretto nell'ambasciata londinese dell'Ecuador perché rischia di finire nel carcere di Guantanamo per la pubblicazione di alcuni cablo statunitensi. In una lettera aperta pubblicata su Le Monde, Julian Assange scrive direttamente al presidente francese Francois Hollande, che ha scoperto di essere stato spiato dalla NSA proprio grazie a WikiLeaks. Assange sottolinea che è "un giornalista perseguitato e minacciato di morte da parte delle autorità statunitensi a causa della sua attività professionale" e ricorda che, nonostante non è libero di muoversi non è mai stato "formalmente indagato di un reato, in qualsiasi parte del mondo, tra cui la Svezia e Regno Unito". Assange ripercorre l'inizio dell'avventura con WikiLeaks, che corrisponde anche all'incipit della sua personale odissea. Era il 2010 quando WikiLeaks pubblicò infatti il video "Collateral Murder" che fece il giro del mondo perché svelava l'uccisione di numerosi civili, tra cui due dipendenti della Reuters, e il ferimento di diversi bambini da parte dei soldati americani in Iraq, che ridevano e agivano come se stessero giocando ad un videogioco mentre sparavano dal loro elicottero Apache. Julian Assange ricorda che da quel momento ci sono state un quantitativo di minacce difficili da enumerare dirette a lui, alla sua famiglia e all'organizzazione WikiLeaks, senza contare i pedinamenti, i furti, le intrusioni informatiche, le cause temerarie ed il blocco delle donazioni da parte di Visa, Mastercard e Paypal. Julian Assange rammenta che WikiLeaks è stata fondata quattro anni prima della pubblicazione di quel video, e che ha ricevuto prima e dopo numerosi riconoscimenti internazionali per il lavoro di informazione svolto, tra cui 5 nomination consecutive per l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace.

Julian Assange rivela però che dopo la pubblicazione del video "Collateral Murder" persino un cittadino francese, Jérémie Zimmermann, ringraziato nei titoli di coda del filmato, è stato minacciato dal FBI tanto che non ha più potuto mettere piede negli Stati Uniti. Assange spiega quindi a Francois Hollande che dal 2010 il Pentagono ha messo in piedi una "WikiLeaks War Room" che da allora sta lavorando per incriminarlo di spionaggio, come rivelato da una inchiesta parlamentare in Islanda. Julian Assange denuncia quindi come "l'amministrazione Obama abbia perseguito più giornalisti e le loro fonti nei suoi due mandati che tutti i governi precedenti". Il fondatore di WikiLeaks sottolinea quindi che se verrà estradato negli Stati Uniti rischia "l'ergastolo o peggio" e questo perché, evidenzia "un giorno ho deciso di non rimanere in silenzio, e rivelare le prove di crimini di guerra contro l'umanità". Assange ricorda quindi come nel 2012 l'Ecuador abbia ritenuto che "la persecuzione che è stata condotta contro di me a causa delle mie convinzioni e delle mie attività politiche era reale, e che il rischio di estradizione verso gli Stati Uniti e l'abuso che ne sarebbe seguito era grande". Sono ormai 3 anni e 10 gioni che Julian Assange vive chiuso dentro 5 metri quadrati di una stanza presso l'ambasciata dell'Ecuador a Londra poiché "l'accesso all'aria aperta, al sole, mi è proibito dalle autorità del Regno Unito, così come la possibilità di andare in ospedale" denuncia il giornalista. Tutto questo perché il Regno Unito non riconosce l'asilo politico concesso dall'Ecuador, che lo salverebbe dall'estradizione verso gli Stati Uniti in "violazione della Convenzione del 1951". Inoltre, sia l'Inghilterra che la Svezia, che deve solo interrogare Assange per l'accusa di "sesso di sopresa", rifiutano di assicurare al fondatore di WikiLeaks che, se uscirà dall'ambasciata, non verrà estradato negli USA.

Julian Assange precisa: "WikiLeaks è stato creato con l'obiettivo di indagare i sistemi politici, economici e amministrativi di tutto il mondo per portare la trasparenza e ricordare loro che essi non sono immuni ad un controllo democratico e sovrano. - ricordando - Queste informazioni vengono poi verificate da giornalisti e specialisti prima di essere pubblicate in tutto il mondo, possibilmente in collaborazione con altri mezzi di comunicazione di prestigio". "Finanziato da donazioni, la mia organizzazione ha inventato una nuova forma di giornalismo che gli ha permesso di svelare più di un centinaio di scandali su scala mondiale in soli nove anni" rammenta ancora Assange, aggiungendo: "Queste rivelazioni sono state fatte a rischio della nostra vita. La Francia dovrebbe compiere un gesto umanitario". Julian Assange ricorda gli appelli di molti intellettuali ed esponenti francesi affinché Parigi concedesse l'asilo politico al fondatore di WikiLeaks in base alla loro Costituzione che "obbliga la Francia ad ospitare i combattenti per la libertà minacciati di vita". "Una Costituzione che obbliga il mondo ad aprire gli occhi per la nobiltà di tale requisito" sottolinea Assange, ammettendo: "Per me essere accolto in Francia non sarebbe solo un gesto umanitario ma anche simbolico, un incoraggiamento a tutti quei giornalisti e informatori che nel mondo rischiano la vita ogni giorno per permettere ai loro cittadini di avvicinarsi di un altro passo alla verità". Assange rivela che il suo "figlio minore e sua madre sono francesi", specificando di non poterli vedere da cinque anni e di aver dovuto "tenere segreta la loro esistenza fino ad oggi, al fine di proteggerli". Assage precisa invece che il figlio maggiore, ormai adulto, e la madre vivono in Australia e soffrono anche per le minacce e le molestie che subiscono a causa della sua situazione.

Infine, l'appello accorato a Francois Hollande: "La mia vita è ora in pericolo, signor Presidente, e la mia integrità, sia fisica che psicologica, è ogni giorno che passa un po' più minacciata. - aggiungendo - Mentre Bradley Manning9 è stato condannato a 35 anni di prigione per essere stato presumibilmente la mia fonte nel rivelare innumerevoli crimini di guerra e crimini contro l'umanità, dopo essere stato sottoposto a un trattamento inumano come denunciato anche dalle Nazioni Unite, ho continuato il mio lavoro con WikiLeaks per assicurare che nessuna fonte possa mai essere identificata, è finora abbiamo avuto successo". Julian Assange conclude: "Solo la Francia è ora in grado di offrirmi la necessaria protezione contro la persecuzione politica di cui sono oggetto. In qualità di Stato membro dell'Unione europea, come paese impegnato per la sua storia nella lotta per quei valori che ho fatto miei, come quinta potenza mondiale, come paese che ha segnato la mia vita e che ospita parte di essa, la Francia può, se lo desidera, agire". La Francia, o meglio chi la governa, a quanto pare ha però abbandonato i valori sui cui è stata fondata la sua Repubblica. Nessuna "Libertà, Uguaglianza, Fratellanza" per Julian Assange visto che prontamente l'Eliseo ha respinto la domanda di asilo politico perché il fondatore di WikiLeaks "non corre nessun pericolo immediato".

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