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Whirlpool: ok accordo con sindacati. Stop a 2060 esuberi e chiusura Caserta e None

I sindacati hanno siglato con Whirlpool un'ipotesi di accordo che nei prossimi giorni sarà sottoposta al voto dei lavoratori. L'accordo con la Whirlpool scongiura il rischio di oltre 2mila licenziamenti e assegna una missione a tutti gli stabilimenti italiani, trovando una soluzione anche per Caserta e None di cui inizialmente era stata prospettata la chiusura.

I sindacati hanno siglato con Whirlpool un'ipotesi di accordo che nei prossimi giorni sarà sottoposta al voto dei lavoratori in tutte le fabbriche ed uffici. Le parti sociali appaiono molte soddisfatte dell'intesa raggiunta. La Uilm sottolinea che l'accordo con la Whirlpool scongiura il rischio di oltre 2mila licenziamenti e assegna una missione a tutti gli stabilimenti italiani, trovando una soluzione anche per Caserta e None di cui inizialmente era stata prospettata la chiusura. In sostanza, Whirlpool assume l'impegno, riassume la Uilm:
- a non licenziare per tutta la durata del piano industriale, vale a dire fino al 2018;
- più in generale a ritirare la dichiarazione di 2.060 esuberi;
- a operare trasferimenti incentivati fra uffici e stabilimenti ubicati in diverse regioni solo su base volontaria;
- ad applicare la ricollocazione e riqualificazione professionale in particolare per gli impiegati le cui funzioni vengono trasferite in altra regione;
- ad investire 513,5 milioni di euro;
- ad utilizzare ammortizzatori sociali conservativi, quali la cassa integrazione e i contratti di solidarietà utilizzando la rotazione per la più equa ripartizione possibile del lavoro;
- ad anticipare il TFR a coloro che dovessero accettare di essere collocati in Cassa o in Solidarietà a zero ore;
- ad aprire per tutti i siti del Gruppo una mobilità volontaria o finalizzata alla pensione incentivata.
"Gli investimenti definiti nel piano integrano tra loro gli assetti industriali di Indesit e Whirlpool e, per entità e distribuzione in tutto il territorio nazionale, garantiscono all'Italia un ruolo centrale nell'assetto industriale in Europa, qualità e stabilità occupazionale nel Gruppo e nel settore dell'elettrodomestico, una missione in ogni unità produttiva, salvaguardando salario e diritti" osserva invece la Fiom, sottolineando che "l'impegno a tutela dell'occupazione contenuto nel piano cancella i licenziamenti previsti e prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali conservativi, a partire dai contratti di solidarietà, accompagnati dalla formazione e dalla riqualificazione dei lavoratori".
I lavoratori saranno chiamati a votare l'accordo il prossimo 13 e 14 luglio 2015.

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