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Proposte Commissione UE su clima introducono troppa flessibilità, denuncia WWF

"Secondo il WWF le proposte sul clima presentate dalla Commissione europea, che coprono il 60% delle emissioni, non riflettono adeguatamente l'impegno internazionale assunto dall'Europa a Parigi di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi, e di continuare gli sforzi per limitare l'aumento di 1.5 gradi", riporta in un comunicato l'Ong.

"Secondo il WWF le proposte sul clima presentate oggi dalla Commissione europea, che coprono il 60% delle emissioni, non riflettono adeguatamente l'impegno internazionale assunto dall'Europa a Parigi di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C, e di continuare gli sforzi per limitare l'aumento di 1.5°C" espongono in una nota dall'organizzazione ambientalista.
L'Ong precisa dunque: "Al contrario, le proposte introducono misure di flessibilità che possono consentire agli Stati membri di evitare di intraprendere le azioni necessarie per ridurre le emissioni. Per esempio, gli Stati membri possono trasferire crediti di carbonio dall' Emission Trading System e usare l'assorbimento di carbonio dalle foreste per avvicinarsi al loro obbiettivo di riduzione delle emissioni. Le proposte di oggi riguardano l' Effort-Sharing Decision (ESD , ovvero la suddivisione degli obiettivi di riduzione delle emissioni per tutti i settori non compresi nello schema di scambio delle emissioni (ETS)."

"Per il WWF, la Commissione è sorprendentemente non allineata con gli impegni climatici internazionali e ha incluso nella sua proposta anche delle 'scappatoie' che permetteranno ai Paesi di barare sulle azioni reali per il clima. - si chiarisce - Questo nonostante il Commissario europeo al Clima, Arais Canete, fosse stato tra coloro che a Parigi avevano pubblicamente indicato quello di 1,5°C come limite del riscaldamento globale cui mirare. Gli Europei vogliano una vera azione per il clima."

"Il WWF ritiene quindi che sia preciso dovere dei loro rappresentati politici - viene riportato -, dei parlamentari europei e degli Stati membri rimettere vero 'impegno' nella decisione di suddividere gli 'impegni': vanno chiuse le scappatoie e va introdotta una revisione quinquennale degli obiettivi, in modo da aumentare l'ambizione complessiva, in linea con l'accordo di Parigi."
"Nell'ottobre 2014, i capi di stato dell'UE hanno deciso di ridurre le emissioni 'almeno' del 40% entro il 2030 così da raggiungere una riduzione del 90-95% entro il 2050. Il WWF ha criticato questi obbiettivi in quanto troppo deboli e insufficienti per vincere la battaglia contro il cambiamento climatico" si ricorda infatti in conclusione.

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