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Orsa Daniza uccisa, WWF: colpevole si essersi avvicinata troppo all'uomo

Il WWF sottolinea che l'unica colpa commessa dall'orsa Daniza, uccisa in un tentativo di cattura, è stata quella di essersi avvicinata troppo all'uomo. La LAV accusa: "Non si tratta di un errore, ma di una esecuzione avallata proprio dalle Istituzioni", e presenta una denuncia per l'ipotesi di reato di animalicidio, che prevede fino a 2 anni di reclusione.

"Ancora una volta è l'orso ad essere stato giudicato colpevole. Il suo reato? Essersi avvicinato troppo all'uomo" sottolinea tristemente il WWF, commentando l'uccisione dell'orsa Daniza, avvenuta durante un tentativo di cattura con il narcotico. Il WWF ricorda quindi che "il caso del cucciolo di orso morto nel Lazio e quello dell'orsa Daniza sono l'ennesima prova di come sia necessario, per la sopravvivenza di questa specie, restituire spazio agli orsi". L'organizzazione ambientalista sottolinea infatti che "dalle Alpi agli Appennini, gli orsi sono costantemente minacciati dall'uomo. Muoiono sulle strade o avvelenati da criminali senza scrupoli. Oppure vengono uccisi perchè si avvicinano troppo alle abitazioni dell'uomo".

Come i Verdi, anche la LAV presenta un esposto sulla morte dell'orsa Daniza per la violazione dell’articolo 544 bis del Codice Penale, reato di animalicidio che prevede fino a 2 anni di reclusione. La denuncia della LAV è contro il Presidente della Provincia di Trento Rossi, il Vice Presidente Olivi, l’Assessore-veterinario alla caccia Dalla Piccola e ogni altro responsabile di questa vera e propria esecuzione. LA LAV chiede quindi "al Procuratore Capo della Repubblica Amato l’immediato sequestro probatorio del cadavere di Daniza, e il sequestro preventivo dei suoi cuccioli - troppo piccoli per sopravvivere senza la mamma - nonché di tutti gli Orsi del Trentino, per la loro messa in sicurezza evitando così nuove esecuzioni", sottolineando che "le indagini vanno affidate al Nucleo specializzato Nirda del Corpo Forestale dello Stato, dal momento che la guardia forestale coinvolta in questa caccia all’orso - specie protetta e patrimonio indisponibile dello Stato, per legge! - dipende proprio dalla Provincia di Trento". La LAV chiede inoltre che "l’autopsia sul cadavere di Daniza sia immediatamente affidato all’Istituto Forense di Medicina Veterinaria del Ministero della Salute, dal momento che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato" affinché siano accertate "ogni responsabilità di questa uccisione per 'telenarcosi' ".

La LAV quindi accusa: "Non si tratta di un errore, ma di una esecuzione avallata proprio dalle Istituzioni che dovrebbero tutelare la Fauna selvatica, in primis il Ministro dell’Ambiente Galletti, le stesse che prima hanno voluto e avallato i progetti di reintroduzione degli Orsi, con tanto di operazioni di marketing e beneficiando di 12 milioni di fondi UE, per poi organizzare una scandalosa caccia all’orso al primo presunto 'fastidio', senza alcuna sensibilità ambientale e senza alcuna considerazione per l’opinione pubblica, anche trentina, dalla parte di Daniza, degli animali, della civiltà".

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