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In Sudan continua strage elefanti: sequestrati all'aeroporto 1,2 tonnellate di avorio

"Sequestrati nell'aeroporto di Juba in Sud Sudan 1,2 tonnellate di avorio che corrispondono drammaticamente a circa 120 elefanti uccisi", segnala in una nota il WWF.

"Sequestrati nell'aeroporto di Juba in Sud Sudan 1,2 tonnellate di avorio che corrispondono drammaticamente a circa 120 elefanti uccisi. Sapevamo che il Sud Sudan fosse un paese di transito per il commercio illegale di avorio ma colpisce che un carico così grande sia passato indenne attraverso l'aeroporto di Entebbe in Uganda, da cui proveniva" scrive in un comunicato il WWF.
"Non è da escludere che i carico sia transitato grazie ad una rete di funzionari corrotti e complici. E' sicuramente un sequestro eccezionale per un aeroporto. Secondo il recente rapporto delle Nazioni Unite sul traffico di specie protette - evidenzia inoltre l'organizzazione ecologista -, gran parte dell'avorio trafugato viene imbarcato dai porti orientali del continente africano (principalmente porto di Mombasa in Kenya e il porto di Dar El Salam in Tanzania), a destinazione di Cina e altri paesi orientali."

"Purtroppo ancora oggi nonostante l'attivazione a scala globale e il grande sforzo collettivo solo il 10% dell'avorio viene sequestrato e sottratto al traffico criminale: il 90% arriva indenne a destinazione. Nei mesi scorsi in Kenia alcune tonnellate di avorio sono state distrutte dalle autorità governative. Questo tragico sistema porta all'uccisione ogni anno di più di 30.000 elefanti. Solo nel 2011 ne sono stati uccisi ben 37.000 in tutto il continente africano. La strage degli elefanti, nonostante gli appelli di Nazioni Unite e di governi, continua inesorabile" prosegue l'Ong.
"Le popolazioni di questo incredibile pachiderma unico per carisma, per intelligenza e per i servizi offerti nella rigenerazione delle foreste (gli elefanti sono cruciali per la germinazione e il mantenimento delle foreste tropicali) sono ormai ridotte al lumicino: rimane in Africa solo il 10% degli incredibili branchi che un tempo attraversavano savane e foreste" si continua.

"Se infatti nell'800 veniva valutata l'esistenza di circa 5 milioni di elefanti - si illustra -, oggi ne rimangono a mala pena 450.000. La competizione per spazi e habitat ma soprattutto la fame di avorio hanno trucidato generazioni di elefanti, costringendoli a vivere confinati in aree protette e avvicinando la specie al collasso ecologico."
"Ma neanche le aree protette riescono a garantire un futuro agli incredibili pachidermi: le stragi vengono perpetuate da piccoli e grandi eserciti di bracconieri capaci di attaccare dal cielo con elicotteri e mitragliatrici e da terra con fuoristrada, trappole e kalashnikov, tutte arme rifornite da un ricco mercato d'armi capace di raggiungere qualunque luogo" viene osservato.

Si segnala infine: "Una guerra dichiarata agli elefanti che arricchisce ogni anno uno dei mercati illegali più floridi al mondo (il commercio di fauna selvatica ha un valore di circa 23 miliardi di dollari l'anno) e impoverisce drammaticamente paesi e comunità locali. Responsabili della tragica fine degli elefanti non sono solo i bracconieri ma anche un'estesa rete di corruzione. In Tanzania, dove il pochissimi anni è stato trucidato più del 50% degli elefanti la corruzione ha aperto le porte ai bracconieri: gran parte degli elefanti è stato infatti ucciso all'interno di due aree protette. Secondo la Frankfurt Zoological Society solo nel parco di Selous negli ultimi 4 anni è stato ucciso il 67 % degli elefanti trasformando il parco in un vero e proprio campo di sterminio. L'aumento del bracconaggio agli elefanti è stato talmente crudo e intenso negli ultimi anni (più di 30.000 elefanti uccisi ogni anno) da far sorgere il dubbio che possa essere legato unicamente alla richiesta per beni di lusso e artigianato. Non a caso il recentissimo report dell'Ufficio Drugs and Crime delle Nazioni unite, ipotizza che l'avorio possa esser diventato un bene 'rifugio' su cui investire e speculare a prescindere dal suo immediato utilizzo. Ogni grosso sequestro di avorio conferirebbe drammaticamente ancora più valore commerciale agli ultimi elefanti rimasti. Se questo fosse vero dovremmo trovare al più presto nuovi strumenti e nuovi alleati per combattere questa orribile deriva degli investimenti e della finanza globale."

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