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Ddl consumo suolo: "Senato modifichi parti contraddittorie e incoerenti"

La Camera ha approvato oggi il disegno di legge sul contenimento del consumo del suolo. Le associazioni FAI, Legambiente, Slow Food e Touring Club italiano e WWF chiedono però a governo e Parlamento, durante il passaggio in senato, di migliorare "le parti più contraddittorie, macchinose e incoerenti" del disegno di legge sul consumo del suolo.

"Il contenimento del consumo del suolo è una priorità nazionale che necessita di norme chiare e strumenti efficaci e il testo approvato oggi alla Camera in prima lettura deve essere modificato al Senato in modo da consolidare quello che deve costituire un passo in avanti per chiudere definitivamente nel nostro Paese l'epoca dei piani urbanistici sovradimensionati, degli abusi edilizi e dei successivi condoni (sono stati 3 negli ultimi 40 anni, 1985, 1995 e 2003)e della sub-urbanizzazione che fa scempio del territorio" dichiarano in una nota congiunta FAI, Legambiente, Slow Food e Touring Club italiano e WWF . Le associazioni chiedono quindi a governo e Parlamento di migliorare "le parti più contraddittorie, macchinose e incoerenti" del disegno di legge sul consumo del suolo.

Tra gli aspetti critici "il disegno di legge approvato oggi garantisce troppi spazi a deroghe che rischiano di rendere meno incisiva la tutela della risorsa del suolo: si considerino ad esempio i commi aggiuntivi introdotti all'articolo 1 in cui vengono descritte le finalità della legge (comma 3) o tutte le eccezioni ormai datate (vista la riforma del Codice Appalti) riservate alle opere strategiche; restano ancora critiche le definizioni di 'consumo di suolo', 'superficie agricola naturale e seminaturale' e di 'area urbanizzata', mentre ancora poco chiari sono i principi e i criteri su cui improntare la delega sulla 'rigenerazione delle aree urbanizzate degradate' (art. 5 del ddl) e la norma sui 'compendi agricoli neorurali' (art. 6 del ddl); infine, molto preoccupante è la norma transitoria di applicazione della legge, in cui addirittura vengono fatti salvi i piani urbanistici attuativi per i quali i soggetti interessati abbiano anche solo presentato istanza prima dell'entrata in vigore della legge (art. 11 del ddl)".

Le associazioni non mancano però di evidenziare anche alcuni aspetti positivi della legge come "il divieto di utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente e di mutamento di destinazione d'uso per le superfici agricole che hanno beneficiato di aiuti dall'unione europea; l'introduzione di un censimento degli edifici e delle aree dismesse, non utilizzate o abbandonate, come precondizione per approvare qualsiasi nuovo consumo di suolo; la definizione di obiettivi di contenimento del suolo e di rigenerazione urbana, fino ad oggi ancora non presenti nel nostro ordinamento".

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