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Volunia, Massimo Marchiori se ne va. Anzi no

Massimo Marchiori se ne va da Volunia? Una lettera spedita da Marchiori a Repubblica non chiude ma apre una querelle, dove l'informatico rimane nel board ma se ne va da direttore tecnico. Più che una lettera d'addio sembra un dire "a nuora perché suocera intenda. Uscita "pubblica" di Volunia rimane però il 14 giugno. Appunto.

Massimo Marchiori lascia Volunia . Anzi no. Volunia, per chi non lo sapesse, era il motore di ricerca italiano annunciato nei mesi scorsi come un "diretto concorrente" di Google. Questo almeno nei "teaser" che le major della stampa e del web avevano preparato per il lancio (rivelatosi però un controproducente parossismo) della "creatura" di Massimo Marchiori.
Già, perché di "creatura" si trattava, dato che Massimo Marchiori era stato "dipinto" dalla stampa che conta come un "genio", come l'"inventore del Page Rank di Google", come l'uomo che entusiasmò Larry Page e mille altri appellativi da far impallidire la retorica di Omero.
Certo che anche Massimo Marchiori c'era andato pesante, mostrandosi con una lavagna (con delle incerte sovraimpressioni) in un video pubblicato su Youtube e sull'homepage di Volunia.com dove affermava: "E' un nuovo motore di ricerca innovativo, è il frutto di un'idea che ho avuto qualche anno fa talmente bella che ora siamo qui a proporvela perché è stata realizzata".
Stampa favorevole, anzi in genuflessione, dichiarazioni roboanti, iperboli informatiche, attesa spasmodica, spot pubblicitari a base di pesci di qualche chilo presi a mani nude hanno fatto il resto: centinaia di migliaia di "esperti" che attendevano Marchiori al varco.
Persino i soliti bastian contrari, quelli che pensano che il web odierno nella sua declinazione "social" e "semantica" sia al 98,5 per cento "fuffa", avevano perso un po' della loro sicurezza incrollabile quando importanti testate, che avevano avuto la "fortuna" di provare la "rivoluzione" di Volunia in anteprima, erano rimaste entusiaste e continuavano a suonare, ancora più forte, la fanfara dietro al progetto.
Addirittura i bastian contrari erano quasi pronti (si fa per dire, ovviamente) ad aggiungere una pagina alla storia dell'informatica italiana, ferma a Pier Giorgio Perotto , inventore della "Programma 101" il primo personal computer al mondo (altro che Steve Jobs, mormorano sempre i bastian).
Il resto è storia. La storia di Volunia, si intende. Volunia viene presentata ufficialmente "in pompa magna" alla conferenza stampa "disastrosa" del 6 Febbraio 2012, Università degli Studi di Padova, ancora disponibile online .
L'hype creato dai media non regge e, in quelle ore, Massimo Marchiori non riesce a colmare la distanza tra se stesso e la fama che lo precede.
Così Volunia si dimostra al mondo come un "non-motore di ricerca", con una grafica "antica", con delle funzioni di "mappa" e di "chat" sulle pagine in un "frame" che sanno di anni '90 del secolo scorso. All'epoca, ammettono anche i Marius Red (acerrimi nemici dei bastian contrari), c'era anche molto di meglio.
E così il nome Volunia si rivela una metafora di sapore "spaziale". L'origine di Volunia, si dice infatti sia il frutto dell'unione (questa volta sì semantica), tra VOL (Video on Line, il principio "sardo" di internet in Italia) e Luna.
Altri, come Wikipedia inglese (Volunia su Wikipedia italiana, stranamente non esiste a tutt'oggi, e questo, secondo i soliti bastian la dice lunga su tante cose) afferma che sia derivata da "volo" e "luna", citando addirittura Marchiori, che avrebbe detto, sempre secondo ciò che si legge su Wikipedia inglese, che voleva evocare il quantum leap che il suo social search engine offre.
Così Volunia parte a razzo, ma talmente velocemente che addirittura per qualcuno nemmeno decolla, e fa la fine, secondo altri, della missione russa "Mars 96" (che finì dritta nell'Oceano Pacifico dopo il suo lancio del 16 novembre 1996).
Secondo altri, molti di questi anche Power Users (gli unici a poter entrare nella "beta privata" di Volunia) e forse qui la metafora è più calzante, Volunia diventa semplicemente come Phobos Grunt9 .
Come la sonda russa parte ma non riesce a mettersi nell'orbita giusta e là rimane, a differenza della missione di "Cronache del dopobomba" di Philip K.Dick, assolutamente silente. Per mesi.
E' lo stesso staff di Volunia, che spiega poco tempo fa, in un post del suo blog (ma visibile solo ai Power User) la situazione , facendo le scuse a tutti:
"In questi mesi, vi sarà sicuramente capitato di domandarvi che fine avesse fatto Volunia e, probabilmente, cosa stava nascondendo il silenzio e l'assenza di comunicazioni da parte nostra", esordisce lo staff di Volunia, ancora con Marchiori intorno (cioè nel ruolo di "direttore tecnico").
"Questa scelta vi sarà sembrata incomprensibile, magari a tratti anche irrispettosa e poco ragguardevole nei confronti di chi ha dimostrato curiosità, interesse e partecipazione intorno al progetto. Se il nostro atteggiamento è risultato tale, o vi ha in qualche modo infastidito, vi preghiamo di accettare le nostre scuse. Chiediamo scusa soprattutto ai nostri Power User, che nonostante tutto, sono rimasti con noi, hanno continuato a scoprire, scandagliare, studiare la piattaforma di Volunia", continua il post di Volunia.
E poi la notizia "esplosiva", o meglio "nonsense" secondo alcuni: "Abbiamo deciso, pur continuando a portare avanti lo sviluppo del nostro motore, di mettere a vostra disposizione un motore di ricerca primario, per consentirvi di fruire di tutte le funzionalità di Volunia e di tutte le sue potenzialità".
E così Volunia diventa dal 18 maggio non più "powered by Marchiori" ma "powered by Bing (Microsoft)", almeno per quanto riguarda il "search".
Ma le intenzioni sembrano ancora quelle "di non mollare" e sul blog di Volunia, che sembra segnare il "reinizio delle trasmissioni" della macchina di Marchiori, si afferma: "La svolta di Volunia inizia, però, in realtà, già oggi". Insomma Phobos-Grunt può essere riparato e continuare la sua missione.
Scrive sicuro lo staff sul blog: "Stiamo lavorando con solerzia per riuscire ad aprire Volunia a tutti. La nostra intenzione e la nostra speranza è di riuscire a renderlo disponibile al pubblico entro il 14 giugno(il neretto è nostro, ndr). Questo tempo ci sarà utile a verificare, grazie anche al prezioso contributo dei nostri Power User, che durante questa seconda fase di Beta testing non emergano grosse criticità".
E poi la fine del "silenzio stampa" e l'apertura a tutti: "Questo che state leggendo, infatti, è il post inaugurale di blog.volunia, il nostro canale di comunicazione ufficiale attraverso il quale, a partire da questo momento, vi terremo al corrente di tutti i nostri passi nella crescita del progetto Volunia: le novità, il lancio ufficiale con apertura pubblica e tutte le innovazioni che apporteremo da ora in poi".
Il post "storico" si conclude con "Grazie per averci aspettato".
Ma l'8 giugno, prima della "re-uscita" di Volunia dopo la presentazione della disastrosa "beta privata", Massimo Marchiori, a sei giorni dal nuobo lancio, "abbandona" il progetto.
Sceglie per il suo "addio" non il blog che possono leggere solo gli "affezionati" Power User di Volunia, dove mentre scriviamo nulla è cambiato (l'ultimo post è del 30-05-2012) ma "La Repubblica", a cui Marchiori scrive una lunga lettera, che il quotidiano intitola "Dico addio a Volunia e vi spiego perché"1 .
La lettera è tutta la da leggere, ovviamente, e non ci si può fermare al "cappello" scritto da La Repubblica: "Massimo Marchiori, l'informatico padovano che ha creato il motore semantico (sic, ndr) Volunia, abbandona il suo progetto. E in questa lettera ne spiega i motivi".
In realtà l'"addio" di Marchiori a Volunia è molto più "sfumato" (per usare un eufemismo). Marchiori infatti ci mette un bel po' di righe ad arrivare al dunque, cosa che ha ingannato anche la maggior parte dei "repetita news" dell'impoverito web italiano.
Dopo molte righe Marchiori arriva al nocciolo della questione: "E allora, perché lascio Volunia?". Ecco il perché: "(...) lascio la direzione tecnica di Volunia perché qualcun altro vuole farla al posto mio. Vuole poter decidere tutto, senza di me. E si è quindi sostituito alla mia posizione, intimandomi di farmi da parte. Di fronte a questo io sono rimasto esterrefatto. Qualcuno ha pensato che dopo tutti questi anni, lavoro e sacrifici, l'infrastruttura del progetto è pronta a partire, ora ci si può sostituire a chi ha ideato e creato questo progetto".
Anche da queste ultime frasi sembra che la lettera di Marchiori non sia quindi un "vero" addio ma un modo "per dire a nuora perché suocera intenda".
Ora non si sa se la "suocera" sia proprio Mariano Pireddu, il socio "finanziario" dell'avventura di Volunia.
E come un po' nei rapporti tra nuore e suocere si passa da una "carezza" ad uno "schiaffetto" con molta rapidità.
E così da una parte Marchiori tranquillizza la società: "Personalmente, quello che per ora mi resta di Volunia, nella situazione attuale, è la parte imprenditoriale: le mie quote sociali, il mio posto nel consiglio d'amministrazione".
Ma poi, come nei classici rapporti d'amore, passa alle 'minacce': "Le implicazioni sono che non guiderò più il team, non troverò più soluzioni a tutti i problemi che quotidianamente usciranno nel progetto, tantomeno darò supporto per il codice e gli algoritmi che ho ideato e che sono attualmente usati in Volunia. Non darò al progetto tutte quelle cose che avevo pensato per farlo crescere, per restare sempre davanti agli altri".
Ma come in tutte le famiglie italiane, alla fine si vede all'orizzonte un bicchiere di vino con un piatto di tarallucci (la nostra versione del calumet della pace degli indiani).
Marchiori infatti scrive: "Occorrerebbe una nuova gestione per il bene del progetto: a quel punto potrei rientrare".
Per ora le vicende di Volunia e di Massimo Marchiori sembrano finire (o iniziare) qui. I Power User, si aspettano ora la "risposta" di Volunia, sia nel blog del motore di ricerca, sia nella conferma dell'uscita del 14 giugno.
Certo è che qualcosa cambierà in Volunia, A partire forse dal "Chi siamo". Il testo attuale, emblematico e in qualche modo "storico" è il seguente (da ritagliare e conservare).
"Volunia nasce dall'incontro tra Mariano Pireddu e Massimo Marchiori e dalla loro condivisa convinzione di come il web potesse rivelare delle potenzialità ancora inespresse. L'idea di Volunia è scaturita dalla consapevolezza che qualcosa di innovativo dovesse concretizzarsi in un modo del tutto nuovo di esplorare e vivere la rete a livello globale.
Prende così forma il concetto del SEEK & MEET (cerca & incontra), due innovazioni complementari che rivoluzionano il modo di cercare e quello di incontrarsi nel web, e che si traducono in un unico servizio aperto a tutti e senza obbligo di registrazione, nato per offrire una nuova esperienza visiva e di socialità integrate.
Cuore e mente italiani per una visione aperta del mondo Il giovane team di ricerca e di manutenzione dell'infrastruttura è italiano, così come i partner tecnologici di Volunia.
Volunia è un progetto innovativo che nasce e si sviluppa in Italia, ma che si rivolge all'utenza mondiale, il servizio è disponibile in 12 lingue.
Mariano Pireddu ha maturato una solida esperienza nel settore delle telecomunicazioni in società all'estero, dapprima come amministratore delegato, successivamente come proprietario e presidente del consiglio di amministrazione.
Massimo Marchiori è una tra le più importanti personalità mondiali nel mondo dell'informatica e delle nuove tecnologie, attualmente è professore di Reti e Tecnologie Web all'Università di Padova." Ma sotto tutto questo testo del "Chi siamo", ecco la morale della vicenda: "results by Bing".

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