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Putin: ok a programma sviluppo militare, ma non è corsa agli armamenti

Vladimir Putin conferma il programma di sviluppo militare e degli armamenti per il 2016-2025, che prevede uno stanziamento di 540 miliardi di dollari fino al 2010. Putin precisa: La Russia deve valutare tutte le potenziali minacce militari e deve trovare una soluzione adeguata a ciascuna di queste. - e precisa - Mosca non ha però intenzione di aderire a nessuna nuova corsa agli armamenti".

Mentre l'Unione europea "minaccia" (ma per il momento non approva) nuove sanzioni contro Mosca e la NATO estende le sue basi anche in prossimità dei confini con la Russia, Vladimir Putin conferma il programma di sviluppo militare e degli armamenti per il 2016-2025, che ha come obiettivo il miglioramento delle "capacità di combattimento delle forze armate russe". Putin precisa che questo è "il quinto programma statale del genere degli ultimi 20 anni", ed aiuterà anche a superare la crisi dell'industria della difesa russa e a stimolare la sua crescita. Vladimir Putin sottolinea che questi investimenti (pari a 540 miliardi di dollari fino al 2020) si rendono necessari per riarmare l'Esercito e la Marina russi in un breve periodo di tempo. La Russia, precisa infatti Putin, deve "valutare tutte le potenziali minacce militari e deve trovare una soluzione adeguata a ciascuna di queste". Putin spiega: "Nei prossimi anni, dobbiamo raggiungere una svolta nello sviluppo di tutti i componenti delle armi ad alta precisione, nonché costruire equipaggiamenti militari general-purpose". Immaginando la reazione dei Paesi Occidentali, Putin chiarisce immediatamente che "Mosca non ha intenzione di aderire a nessuna nuova corsa agli armamenti. - aggiungendo - Le misure di sicurezza della Russia sono puramente difensive e qualsiasi isteria sul tema sarebbe quindi inopportuna". Anche il vice ministro della Difesa Yuri Borisov evidenzia: "La Russia potrebbe sviluppare una capacità di attacco globale, ma si concentrerà sullo sviluppo di sistemi per contrastare i nuovi tipi di armi, perché la principale dottrina militare del nostro Paese è di natura difensiva, e non stiamo pensando di cambiarla". Intanto, il comandante in capo della Marina russa, l'ammiraglio Viktor Chizho, annuncia che "nel mese di ottobre e novembre verranno effettuati due lanci di missili balistici Bulava dai due sottomarini strategici a propulsione nucleare del progetto Borej". Per Vladimir Komoyedov, presidente della commissione difesa della Duma, l'affidabilità del Bulava deve infatti essere testata da lancio multiplo.

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