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Omicidio Litvinenko: "E' stato un atto di terrorismo nucleare a Londra"

L'omicidio di Alexander Litvinenko, ucciso nel 2006 dopo aver assunto polonio radioattivo, "è stato un atto di terrorismo nucleare per le strade di una grande città che ha messo a rischio la vita di numerose altre persone". Durante la prima udienza dell'inchiesta pubblica indipendente sulla morte del dissidente russo Alexander Litvinenko viene ricordato infatti che tracce di polonio radioattivo sono state trovate in tutta la città di Londra subito dopo la morte dell'ex spia.

L'omicidio di Alexander Litvinenko è stato un "atto di terrorismo nucleare". A sostenerlo è l'avvocato che rappresenta la moglie dell'ex spia russa, morto in ospedale circa tre settimane dopo l'assunzione di polonio radioattivo a Londra. L'avvocato Ben Emmerson, durante la prima udienza dell'inchiesta pubblica indipendente sulla morte dell'ex spia russa, accusa infatti: "E' stato un atto di terrorismo nucleare per le strade di una grande città che ha messo a rischio la vita di numerose altre persone". All'apertura dell'udienza di ieri, Robin Tam del Consiglio che cura l'inchiesta ha sostenuto infatti che migliaia di cittadini britannici e i turisti sono stati esposti al pericolo radioattività quando Alexander Litvinenko è stato avvelenato, nel novembre del 2006.

Come riporta il Telegraph, Robin Tam ha infatti affermato che tracce di polonio radioattivo sono state trovate in tutta la città di Londra subito dopo la morte dell'ex spia, tra cui l'Emirates Stadium dell'Arsenal, bar e camere d'albergo utilizzate dai sospetti assassini Andrey Lugovoy e Dmitry Kovtun, ex KGB. Nei giorni seguenti alla morte del dissidente russo, inoltre, altre persone sono state ricoverate per aver accusato sintomi d'avvelenamento per esposizione a radiazioni. Tracce di polonio sono state anche trovate su due aerei della British Airways e il servizio sanitario britannico chiese ai 33.000 passeggeri che avevano utilizzato quei velivoli nell'ultimo mese di presentarsi per un controllo.

Ben Emmerson conferma che Alexander Litvinenko è stato ucciso per impedirgli di deporre come testimone in un procedimento penale che si stava svolgendo in Spagna, dove avrebbe parlato dei presunti collegamenti tra Vladimir Putin e la criminalità organizzata che operava nel Paese. La dissidenza di Alexander Litvinenko cominciò nel 1998 quando denunciò pubblicamente che il servizio di intelligence russo FSB ordì un complotto per assassinare il miliardario russo Boris Berezovsky. A capo del FSB c'era Vladimir Putin che da quel momento è diventato "un nemico spietato e letale" di Litvinenko, come accusa Emmerson. Una volta giunto in Gran Bretagna, Litvinenko proseguì la propria campagna contro la corruzione all'interno del FSB e del regime del Presidente Putin. Sul letto di morte, Alexander Litvinenko ha confidato alla polizia che l'unica persona che poteva aver autorizzato il suo avvelenamento era proprio Vladimir Putin.

Ben Emmerson definisce Putin come "niente di più o di meno di un criminale comune, vestito da Capo di Stato", e la Russia come uno "Stato mafioso" dove il Cremlino e le organizzazioni criminali russe sono "indistinguibili". L'inchiesta pubblica indipendente cercherà di trovare prove sufficienti "per dimostrare ciò che tutti sanno già, e cioè che l'omicidio (di Litvinenko, ndr) è stato ordinato dal Cremlino", conclude Ben Emmerson. Mosca finora ha sempre respinto tutte le accuse che gli sono state mosse in merito all'assassinio di Alexander Litvinenko, ed ha rifiutato l'estradizione dei due uomini identificati dalla Gran Bretagna come i principali sospettati dell'omicidio.

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