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Da Caduta del Muro di Berlino a Ucraina, Putin: serve Nuovo Ordine Mondiale

Dalla caduta del muro di Berlino alla crisi in Ucraina considerata una "vera minaccia in grado di distruggere l'attuale sistema di accordi sul controllo degli armamenti" come avverte Vladimir Putin durante il discorso di Valdai 2014, durante il quale domanda: "Quale potrebbe essere la base giuridica, politica ed economica di un Nuovo Ordine Mondiale".

Mikhail Gorbaciov, ex presidente dell'Unione Sovietica, approfitta delle celebrazioni per il 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino per tendere una mano a Vladimir Putin, ricordando che durante lo "storico" intervento a Valdai 2014 l'attuale leader russo ha espresso "il desiderio di costruire una nuova base per il partenariato". Gorbaciov ritiene che l'Occidente debba cogliere questo segnale di apertura visto che, a 25 anni dalla caduta del muro di Berlino, "il mondo è di nuovo sull'orlo di una nuova Guerra Fredda". [Leggi la prima, la seconda e la terza parte del discorso di Vladimir Putin alla riunione plenaria finale della XI Valdai International Discussion Club]. Davanti alla Porta di Brandeburgo, che si trovava nella Berlino Est prima della caduta del muro, Mikhail Gorbaciov decrive l'Ucraina odierna come "una vescica che si è trasformata in una sanguinante, purulenta, ferita". Parlando dell'attuale crisi, Vladimir Putin avverte infatti: "(Il conflitto in Ucraina, ndr) è la prossima vera minaccia in grado di distruggere l'attuale sistema di accordi sul controllo degli armamenti. - aggiungendo - Stiamo scivolando in un tempo in cui solo la paura e l'equilibrio di reciproca distruzione impediscono le nazioni di impegnarsi in un conflitto diretto". Putin assicura: "La Russia insiste sulla necessità di continui colloqui; - e prosegue - non siamo solo a favore dei colloqui, ma insistiamo sul voler continuare i colloqui per una riduzione degli arsenali nucleari". Putin afferma: "Meno armi nucleari abbiamo nel mondo, meglio è. - chiarendo - Siamo pronti per una concreta discussione sul disarmo nucleare, ma solo se saranno serie e non ci saranno due pesi e due misure".

"Cosa voglio dire? - aggiunge Putin - Oggi, molti tipi di armi ad alta precisione sono vicini ad essere armi di distruzione di massa in termini di capacità, e in caso di piena rinuncia dell'armamentario nucleare o alla radicale riduzione del potenziale nucleare, le nazioni che sono leader nella creazione e produzione di sistemi ad alta precisione avranno un chiaro vantaggio militare. La parità strategica sarà interrotta, e questo rischia di portare ad una destabilizzazione. - perché - L'uso di un cosiddetto primo attacco preventivo globale potrebbe diventare allettante. In breve, i rischi non diminuirebbero, ma si intensificherebbero". Vladimir Putin precisa quindi che "la prossima minaccia evidente è l'ulteriore escalation di conflitti etnici, religiosi e sociali. - spiegando - Tali conflitti sono pericolosi non solo in quanto tali, ma anche perché creano zone di anarchia, illegalità, e il caos intorno a loro, luoghi comodi per terroristi e criminali, dove fiorisce la pirateria, il traffico di esseri umani e il traffico di droga". Il presidente russo accusa quindi del fatto che "al momento, i nostri partner hanno cercato di gestire in qualche modo questi processi, utilizzando i conflitti regionali e il design delle 'rivoluzioni colorate' per soddisfare i loro interessi, ma il genio è sfuggito dalla bottiglia".

Per tutti questi motivi, Putin sottolinea che "è il momento di iniziare a concordare sulle cose fondamentali. - chiedendo - Quale potrebbe essere la base giuridica, politica ed economica di un Nuovo Ordine Mondiale che consenta stabilità e sicurezza, incoraggiando nel contempo una sana concorrenza, non permettendo la formazione di nuovi monopoli che ostacolano lo sviluppo?". Putin continua: "Vorrei aggiungere che le relazioni internazionali devono essere basate sul diritto internazionale, che si dovrebbe poggiare su principi morali come la giustizia, l'uguaglianza e la verità. Forse la cosa più importante è il rispetto per i propri alleati e dei loro interessi. Si tratta di una formula ovvia, ma semplicemente seguendola si potrà cambiare radicalmente la situazione globale. - e ancora - Ciò anche per migliorare il lavoro delle Nazioni Unite, il cui ruolo centrale è insostituibile, così quello dell'OSCE, che, nel corso di 40 anni, ha dimostrato di essere un meccanismo necessario per garantire la sicurezza e la cooperazione nella regione euro-atlantica . Devo dire che anche oggi, nel tentativo di risolvere la crisi nel sud-est dell'Ucraina, l'OSCE sta giocando un ruolo molto importante".

Il presidente russo ricorda quindi "gli eventi dello scorso anno", riassumendoli: "Abbiamo spiegato ai nostri partner americani ed europei che le affrettate decisioni preso dietro le quinte, per esempio, in merito all'associazione dell'Ucraina con l'UE, rischiano di creare gravi danni gravi per l'economia. Non abbiamo neanche parlato di politica; abbiamo parlato solo di economia, dicendo che certe misure, fatte senza precedenti accordi, avrebbero toccato gli interessi di molte altre nazioni, tra cui la Russia come principale partner commerciale dell'Ucraina, e che sarebbe stata necessaria un'ampia discussione sui problemi da affrontare. Nessuno voleva ascoltarci e nessuno voleva discutere. Semplicemente ci hanno detto: 'questo è affar tuo, punto, fine della discussione'. Invece di un approccio globale, e - sottolineo - di dialogo civile, tutto si è ridotto con il rovesciamento del governo (ucraino, ndr); hanno fatto cadere il paese nel caos, portato al collasso economico e sociale, creato una guerra civile, con enormi perdite". Putin quindi domanda: "Che cosa è questo, un modo civile per risolvere i problemi? A quanto pare, coloro che costantemente mettono insieme nuove 'rivoluzioni colorate' si considerano 'artisti brillanti' e semplicemente non si possono fermare".

Il presidente russo sottolinea quindi la sua idea di "collaborazione" tra Stati, portando come esempio il processo di formazione dell'Unione economica eurasiatica "costruita su una base chiara trasparente", evidenziando: "Gli Stati che fanno parte di questo progetto hanno informato i loro partner dei loro piani in anticipo, specificando i parametri dell'associazione, i principi del suo lavoro, che corrispondono pienamente con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio". Vladimir Putin conclude: "La Russia fatto la sua scelta. Le nostre priorità sono quelle di migliorare ulteriormente le nostre istituzioni democratiche, di aprirsi all'economia, premendo sull'acceleratore dello sviluppo interno, tenendo conto di tutte le moderne tendenze positive nel mondo, ma attraverso il consolidamento di una società basata su valori tradizionali e sul patriottismo. Siamo ben consapevoli del fatto che il mondo è entrato in un'era di cambiamenti e trasformazioni globali, e bisogna avere la capacità di evitare passi sconsiderati. Negli anni dopo la Guerra Fredda, i partecipanti alle politiche globali hanno perso questo tipo di qualità. Ora, abbiamo bisogno che loro le riacquisiscano. In caso contrario, le speranze di una soluzione pacifica, di uno sviluppo stabile sarà solo una pericolosa illusione, mentre le attuali turbolenze diverranno solo il preludio del crollo dell'ordine mondiale. Sì, certo, ho già detto che la costruzione di un Ordine Mondiale più stabile è un compito difficile. Stiamo parlando di un lavoro lungo e difficile. Ma siamo stati in grado di sviluppare le regole di interazione dopo la Seconda Guerra Mondiale, e siamo riusciti a raggiungere un accordo a Helsinki nel 1970. Il nostro compito comune è quello quindi di risolvere il problema fondamentale in questa nuova fase di sviluppo".

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