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Caduta del Muro di Berlino: da Gorbaciov a Putin, contro gli Stati Uniti

Durante le celebrazioni per i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, l'ex presidente dell'Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov invita i leader dell'Occidente a disinnescare le tensioni nei confronti della Russia. Anche Vladimir Putin, durante il discorso di Valdai 2014, denuncia che dopo la fine della Guerra Fredda gli Stati Uniti hanno "adottato delle misure che hanno gettato il sistema in un acuto e profondo squilibrio".

Durante le celebrazioni per i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, l'ex presidente dell'Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov avverte che "il mondo è sull'orlo di una nuova Guerra Fredda", chiarendo: "Senza la collaborazione russa-tedesca non può esserci sicurezza in Europa". Denunciando l'inerzia dell'ONU, Mikhail Gorbaciov punta il dito contro quella parte dell'occidente che ha "approfittato dell'indebolimento della Russia e della mancanza di un contrappeso per sostenere una leadership di monopolio e di dominio nel mondo", cioè gli Stati Uniti visto che "se continua così, l'Europa perderà la sua forte voce nelle questioni mondiali e gradualmente diventerà irrilevante". Parlando del conflitto in Ucraina Gorbaciov precisa: "Gli eventi degli ultimi mesi sono una conseguenza di quelle politiche miopi atte ad imporre la propria volontà, ignorando gli interessi dei propri alleati" ed invita i leader occidentali a disinnescare le tensioni nei confronti della Russia. Parlando nei pressi della Porta di Brandeburgo per il 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino, Mikhail Gorbaciov apre invece a Vladimir Putin sottolineando che "nonostante la durezza della sua critica nei confronti dell'Occidente e degli Stati Uniti in particolare" durante il discorso tenuto a Valdai si è visto "il desiderio di trovare un modo per abbassare le tensioni, e, infine, di costruire una nuova base per il partenariato".

Il 24 ottobre 2014 il Presidente russo Vladimir Putin ha partecipato infatti alla riunione plenaria finale della XI Valdai International Discussion Club, a Sochi, meeting per discutere sulla Russia e sul suo ruolo nel mondo. Il tema della riunione di quest'anno era "L'ordine del mondo: nuove regole o un gioco senza regole" (The World Order: New Rules or a Game without Rules). Al meeting di Valdai erano presenti in 108, tra esperti, storici e analisti politici provenienti da 25 paesi. La riunione plenaria ha riassunto il lavoro di tre giorni del club, concentrandosi sull'analisi dei fattori che erodono l'attuale sistema delle istituzioni e delle norme del diritto internazionale.

"Parlerò direttamente e francamente" ha esordito nel suo discorso Vladimir Putin, da molti definito già come "storico" anche se in Italia ha avuto davvero poco risonanza. Putin chiarisce immediatamente: "Abbiamo bisogno di essere diretto e schietto oggi (..) in modo da tentare di andare a fondo di ciò che sta realmente accadendo nel mondo, cercare di capire il motivo per cui il mondo sta diventando meno sicuro e più imprevedibile, e perché i rischi sono in aumento in tutto il mondo intorno a noi". "E 'certamente difficile non notare le trasformazioni drammatiche nella politica mondiale e nell'economia, nella vita pubblica e nel settore industriale, delle tecnologie dell'informazione e del sociale. - prosegue Putin - Per analizzare la situazione odierna, non bisogna dimenticare le lezioni della storia. Prima di tutto, i cambiamenti nell'ordine mondiale - e quello che stiamo vedendo oggi sono eventi di questa portata - sono in genere state accompagnate se non da una guerra globale, almeno da una catena di violenti conflitti a livello locale. In secondo luogo, la politica globale è soprattutto di leadership economica, oltre alle questioni di guerra e pace, e di dimensione umanitaria, compresi i diritti umani". Vladimir Putin ammette: "Purtroppo, non vi è nessuna garanzia e nessuna certezza che l'attuale sistema di sicurezza globale e regionale è in grado di proteggerci da ulteriori sconvolgimenti. - denunciando - Molti dei meccanismi che abbiamo per assicurare l'ordine del mondo sono stati creati molto tempo fa, compresi e soprattutto nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Vorrei sottolineare che la solidità del sistema creato allora non si posava solo sui rapporti di forza e sui diritti dei paesi vincitori, ma sul fatto che i 'padri fondatori' di questo sistema erano il rispetto per l'altro, non mettendo quindi la stretta sugli altri ma tentando di raggiungere accordi".

Come espresso da Mikhail Gorbaciov, anche Vladimir Putin sottolinea che alla fine della Guerra Fredda "ciò che bisognava fare era di effettuare una ricostruzione razionale e adattarla alle nuove realtà nel sistema delle relazioni internazionali. - accusando - Ma gli Stati Uniti, si è dichiarato il vincitore della Guerra Fredda, e non ha ritenuto necessario fare questo. Invece di creare un nuovo equilibrio di potere, essenziale per mantenere l'ordine e la stabilità, ha adottato delle misure che hanno gettato il sistema in un acuto e profondo squilibrio". Il presidente russo afferma: "La Guerra Fredda si è conclusa, ma non si è conclusa con la firma di un trattato di pace con accordi chiari e trasparenti sul rispetto delle vigenti norme o la creazione di nuove regole e norme. Questo ha dato l'impressione che i cosiddetti 'vincitori' della Guerra Fredda abbiano il diritto di fare pressione su determinati eventi e di rimodellare il mondo secondo i propri bisogni e interessi". [Continua a leggere il seguito del discorso].

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