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Referendum costituzionale: da Brunetta e Gasparri intimidazioni a Agcom, dice Peluffo (PD)

"Le minacce giudiziarie di Brunetta e Gasparri nei confronti dell'Agcom e del suo presidente Cardani rappresentano un vero e proprio atto intimazione", espone in un comunicato Vinicio Peluffo, deputato dem.

"Oltre che minacce il fallo di reazione di chi ha capito di aver perso la partita e non aver quindi altra strada che la rissa, le minacce giudiziarie di Renato Brunetta e Maurizio Gasparri nei confronti dell'Agcom e del suo presidente Cardani rappresentano un vero e proprio atto intimazione" denuncia in una nota il deputato PD Vinicio Peluffo.

"Tanta rabbiosa disperazione deriva soprattutto dal fatto che, in sostanza, l'Agcom ha dato torto al centrodestra e ragione a chi, come noi, sosteneva l'inconsistenza delle accuse di squilibrio e negava la necessità di rivedere il quadro normativo. - chiarisce - L'Autorità, infatti, ha parlato di squilibrio sul tempo di notizia ma non su quello di parola. E ha comunque ribadito che le eventuali disparità nei tempi di parola sono dovute alla combinazione della campagna elettorale e della libera scelta delle forze politiche."

"In altre parole, se le forze politiche a favore del No non hanno parlato del referendum è perché, pur potendolo fare, hanno deciso di parlare d'altro. - precisa ancora il parlamentare - Come l'Agcom, anche noi siamo convinti che si debba parlare di più del referendum, entrando nel merito dei quesiti. Perché questo sia possibile è giusto che si dedichino al tema maggiori spazi di approfondimento. E' quindi pienamente condivisibile il richiamo dell'Autorità al principio generale dell'equilibrio e della pluralità. Quindi, non serve certo il provvedimento ad hoc chiesto in modo sguaiato da Brunetta e Gasparri, e ancor meno servono le loro ridicole minacce per vendicarsi di non averlo ottenuto".

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