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Corvi in Vaticano: non solo "cra cra" ma anche "bla bla"

Dopo l'intervista ad un altro presunto "corvo" del Vaticano, padre Federico Lombardi smentisce le notizie riportate, assicurando che il Papa anche se "addolorato" è "sereno", e che c'è l'impegno a ristabilire un "clima di trasparenza".

Poco dopo la diffusione dell' "intervista" di La Repubblica ad un presunto "corvo" del Vaticano , padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, in una nota ha precisato che "proseguono in Vaticano le indagini sulla vicenda della diffusione di documenti riservati" e che "la commissione di cardinali istituita dal Papa per la questione continua i suoi lavori nei tempi richiesti dal caso, senza lasciarsi condizionare dalla pressione mediatica".
Il portavoce vaticano ha quindi smentito categoricamente la notizia diffusa da organi di stampa secondo la quale sarebbero sospettati o indagati un cardinale o una donna, e che sarebbe "pura fantasia" la rappresentazione del coinvolgimento di uno di questi nell'indagine.
"Non ci sono al momento altri indagati" chiarisce padre Federico Lombardi, mentre Paolo Gabriele, l'aiutante di camera di Papa Benedetto XVI accusato di aver portato all'esterno documenti riservati della Santa Sede, "offrirà la più ampia collaborazione" precisa il suo avvocato Carlo Fusco, spiegando che il suo assistito "risponderà e collaborerà con gli inquirenti per appurare la verità".
Padre Federico Lombardi ha quindi sottolineato come il Papa "è informato di tutto e non può che essere addolorato ma - precisa - resta sereno" perché "in tutti c'è l'impegno a cercare di ristabilire al più presto possibile un clima di trasparenza, verità e fiducia".
Dopo queste precisazioni e smentite, qualcuno si starà forse cominciando a chiedere se tutti questi "corvi" risiedono veramente solamente in Vaticano.

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