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Conclave 2013: si gioca sull'opinione pubblica per condizionarlo

"Notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false" per tentare di condizionare i cardinali che parteciperanno al Conclave 2013 per l'elezione del nuovo Papa. Se infatti "in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell'elezione del Papa, oggi si tenta di mettere in gioco il peso dell'opinione pubblica" tuona la Segreteria di Stato vaticana.

"Chi ha in mente anzitutto denaro, sesso e potere, ed è abituato a leggere con questi metri le diverse realtà, non è capace di vedere altro neppure nella Chiesa, perché il suo sguardo non sa mirare verso l'alto o scendere in profondità a cogliere le dimensioni e le motivazioni spirituali dell'esistenza. Ne risulta una descrizione profondamente ingiusta della Chiesa e di tanti suoi uomini" afferma padre Federico Lombardi, replicando a quei media che in questi giorni stanno approfittando "del momento di sorpresa e di disorientamento degli spiriti deboli per seminare confusione e gettare discredito sulla Chiesa e sul suo governo, ricorrendo a strumenti antichi – come la maldicenza, la disinformazione, talvolta la stessa calunnia – o esercitando pressioni inaccettabili per condizionare l'esercizio del dovere di voto da parte dell'uno o dell'altro membro del Collegio dei cardinali, ritenuto sgradito per una ragione o per l'altra", afferma sempre il direttore della Sala Stampa Vaticana.

A pochi giorni dall'inizio del Conclave 2013, ecco che spuntano infatti articoli su "lotte di potere e danaro nelle stanze del Vaticano" e su un "dossier consegnato a Ratzinger dai tre cardinali incaricati di indagare sulla fuga di notizie" inerente il caso Vatileaks: dossier che La Repubblica chiama Relationem e che rivelerebbe come tutte le lotte di potere all'interno della Curia Romana ruoterebbero "attorno alla non osservanza del sesto e del settimo comandamento. Non commettere atti impuri. Non rubare". Articoli che avrebbero invece, tuona la Santa Sede, come obiettivo quello di condizionare l'elezione del nuovo Papa.

"Nel corso dei secoli i Cardinali hanno dovuto far fronte a molteplici forme di pressione, esercitate sui singoli elettori e sullo stesso Collegio, che avevano come fine quello di condizionarne le decisioni, piegandole a logiche di tipo politico o mondano" sottolinea infatti la Segreteria di Stato vaticana, chiarendo però che "se in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell'elezione del Papa, oggi si tenta di mettere in gioco il peso dell'opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l'aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo". Da qui la dura condanna della Segreteria di Stato della Santa Sede, che precisa come sia "deplorevole che, con l'approssimarsi del tempo in cui avrà inizio il Conclave e i Cardinali elettori saranno tenuti, in coscienza e davanti a Dio, ad esprimere in piena libertà la propria scelta, si moltiplichi la diffusione di notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni". Padre Federico Lombardi fa notare inoltre come "nella massima parte dei casi chi si pone come giudice, tranciando pesanti giudizi morali, non ha in verità alcuna autorità per farlo".

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