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Vasco Rossi riflette sul "mettersi alla guida un po' alticci"

Vasco Rossi su Facebook invita a riflettere sulla questione di "mettersi alla guida un po' alticci", che precisa non essere una "buona idea", e sul perché degli incidenti stradali.

Vasco Rossi l'ha detto e ripetuto che lui, su Facebook, ha intenzione di esprimere la propria libertà di pensiero, e così questa volta pubblica un post dal titolo che a qualcuno sa già di "excusatio non petita, accusatio manifesta". "Doverosa premessa", scrive prima di tutto Vasco Rossi, e nell'incipit del messaggio precisa: "E' difficile, per me, non farmi equivocare". Effettivamente, fanno già notare alcuni soprattutto in rete, il tema affrontato da Vasco Rossi è tra i più delicati, e la premessa del post lascia presagire un seguito di polemiche: "Non voglio qui sostenere che mettersi alla guida un po' alticci sia una buona idea, ma solo cercare di riflettere meglio sulla questione...". La questione, sembra di capire, riguarda gli incidenti stradali che secondo il Blasco "non hanno nessun motivo razionale, sono parte costitutiva della vita, inclusi nel pacchetto dell'esistenza: accadono e basta!". "Ostinarsi a cercare una causa, un motivo, una ragione...e, diciamolo pure: un colpevole da punire...!, difficilmente riuscirebbe ad alleviare le nostre pene, e sicuramente non risolverebbe certo la questione - continua Vasco - Oltretutto rischia trasformarsi perfino in una caccia alle streghe, o perlomeno rischia di somigliare davvero troppo alla ridicola situazione che canto in 'Colpa D'Alfredo': quando quelle che si dicono ragioni e quelli che si indicano come colpevoli in realtà sono soltanto alibi e opportunistiche scuse". Il Komandante, naturalmente, lo sottolinea anche in neretto, non vuole "assolutamente offendere la sensibilità e i sentimenti di tutti coloro che hanno avuto un parente coinvolto in un incidente stradale mortale". Ma ormai la miccia sembra accesa. Perché se è vero che la disgrazia non può essere prevista, l'incidente stradale causato da un guidatore che non rispetta le regole (dall'abuso di alcol ai limiti di velocità alla distanza di sicurezza) difficilmente potrà rientrare nella logica fatalista del "è accaduto e basta". Perché la libertà finisce dove comincia quella dell'altro.

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