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Vasco Rossi e la beneficenza: da Sarajevo all'Abruzzo, e poi l'Emilia

Vasco Rossi non parteciperà al concerto per i terremotati dell'Emilia Romagna perché pensa che "la beneficenza si debba fare tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità". Ma su Facebook c'è chi si ricorda dei due concerti per Sarajevo e del concertone del 1 Maggio 2009 per i terremotati de L'Aquila.

Vasco Rossi non parteciperà al concerto di beneficenza per i terremotati dell'Emilia Romagna , organizzato da Beppe Carletti dei Nomadi.
"No. Non parteciperò a nessun concerto di beneficenza - scrive Vasco Rossi su Facebook - Non amo quel modo di farla, poco costoso e poco faticoso. Certo rispetto chi la fa così, ci crede ed è sincero".
Un intervento, questo, che ha spaccato i fan del Blasco, con chi (come sempre) si trova d'accordo con tutto quello che dice, chi cerca di convincere il rocker di Zocca a ripensarci e chi è totalmente in disaccordo con l'opinione del cantautore.
Yaya Super per esempio scrive "....Senza parole caro Vasco... Di solito mi ritrovo nelle tue idee ma questa volta mi dispiace no... Anche xe il terremoto ha colpito le tue zone... Dovevi essere te ad organizzarlo...e non tirartela tanto così... Ok, sei la rock star più famosa d'Italia... Ma scendi ogni tanto da quel piedistallo... Cmq alla fine ogniuno (sic) è libero di comportarsi come vuole..L'importante è non fare a pugni con la propria coscienza la sera nel letto...", mentre Katia Montanari commenta "No caro il mio Vasco Qui noi si tratta di fare o meno beneficenza pubblica Qui si tratta di fare un regalo ai tuoi conterranei con la tua musica! E scusa io lo sono e proprio col cuore ti dico che mi hai davvero deluso".
Nancy Lucianò interviene invece spezzando una lancia in favore di Vasco: "scusate io non giudico la scelta di Vasco MA ERA UN'OCCASIONE PER STRINGERCI TUTTI ASSIEME PER UN SOLO OBBIETTIVO IL PENSIERO PER L'EMILIA.....lasciando da parte sempre polemiche....lui non vuole essere li con noi fa nulla noi al concerto ci andiamo comunque....uniamo la musica alla beneficenza". C'è poi Alessandro Boschi che ricorda un particolare: "Be' cari Vasco sai quanto ti amo .... Ma io ricordo del 95 che hai fatto due concerti in beneficenza c la Bosnia .... E ora cambi idea .....Mmmmm". In effetti Vasco Rossi organizzò allo stadio San Siro di Milano, il 7 e l'8 luglio del 1995, un concerto dal titolo "Rock sotto l'assedio". Anche allora, Vasco Rossi specificò: "Canto per Sarajevo ma l'incasso è mio - perché - i concerti io li faccio per soldi" .
Il giorno dopo il concerto, però, una "voce" spifferò che Vasco aveva fatto una donazione segreta alla Bosnia, e anche se il rocker precisò che non era intenzionato a parlare della questione, l'organizzatore dell'evento, Enrico Rovelli, non aspettò troppo nel precisare che: "La verità è che già due mesi e mezzo fa avevamo preso accordi con il console bosniaco assicurandogli una donazione" scegliendo di "mettere a disposizione una certa cifra a due equipe mediche di Sarajevo".
Tra i commenti di Facebook sulla bacheca di Vasco Rossi c'è anche quello di Augusto Andreoli che invece scrive: "Caro Sig.Rossi, ognuno è libero di fare le sue scelte, ci mancherebbe. Però, in questa sua uscita pubblica c'è qualcosa che non mi convince. Lei, nel 2009, partecipò al concerto del 1 maggio che aveva, tra gli altri obiettivi, quello di tenere acceso un faro sulla tragedia dei terremotati dell'Abruzzo. In quell'occasione disse pure 'La crisi sta investendo tutti. Quelli che hanno di più rischiano di perdere qualcosa, e già dà fastidio. Chi ha poco, invece, rischia di perdere tutto. Quindi per me è importante essere domani sul palco per dare la mia solidarietà a queste persone'. - domandandosi - Delle due una: o, come lei asserisce, non crede in questo tipo di solidarietà cantereccia MAI oppure il fatto di non voler partecipare al concerto di Bologna suona molto di scusa per il fatto che lei preferisce non mischiarsi con gli altri colleghi per poter mantenere quell'aura di 'unicità', 'diversità' (cioè, se lo lasci dire, arroganza da primo della classe) che è il marchio di fabbrica, al di là di quello che lei è personalmente, del suo personaggio pubblico. Anche questa, forse, è una scelta dettata più dal marketing che dal cuore o dal cervello. O forse, come si dice, 'si nasce incendiari e si muore pompieri' (come curiosamente canta Luciano Ligabue, ndr) . Lei, a questo punto, mi sembra un pompiere persino in pensione"..
Anche questa volta l'utente di Facebook rammenta bene. Vasco Rossi, infatti, partecipò dopo 10 anni di assenza al concertone del 1 Maggio 2009 a Piazza San Giovanni , tanto che la kermesse prese persino in "prestito" come slogan "Il mondo che vorrei", titolo dell'album del rocker di Zocca uscito nel 2008 ma rietrato in classifica tra quelli più venduti nel giugno 2009.
Quell'anno il Concerto del 1 Maggio, oltre a tenere accesa l'attenzione sui terremotati de L'Aquila, si faceva promotore della raccolta fondi chiamata, appunto, Il mondo che vorrei, che ha sostenuto, attraverso l'assegnazione di borse di studio, l'istruzione degli orfani dei morti sul lavoro.
Pochi giorni prima del concertone a Piazza San Giovanni Vasco Rossi infatti spiegava: "Sono grato al primo maggio perché mi offre la possibilità di restituire un po' di quello che ho avuto , non viviamo un buon periodo e quindi per me questo è il momento della solidarietà - aggiungendo - Sono molto contento di essere al 1 maggio, artista tra gli artisti. Proprio per l'impegno dedicato alla preparazione dello show di venerdì non ho partecipato al concerto per l'Abruzzo. E' importante anche dire che eventi come un terremoto non si possono controllare mentre le morti sul lavoro è una cosa che può essere evitata".
Ma oltre alla presenza sul palco, Vasco donò anche 100mila euro a favore dell'istruzione degli orfani dei morti sul lavoro, specificando: "Di solito la beneficenza è una cosa che si fa privatamente, ma in questo caso ho deciso di rendere pubblica la mia offerta per stimolare la gente a partecipare alla raccolta".
Tra i motivi che hanno portato Vasco Rossi a non salire sul palco dell'Emilia live allo stadio Dall'Ara di Bologna a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio scorso, in Emilia Romagna, il fatto di pensare, come scrive sempre su Facebook il cantautore, che "la beneficenza si debba fare tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità".

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