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Valter Lavitola, sorella: 5 milioni da Berlusconi per il suo silenzio

Valter Lavitola in carcere, e nell'ordinanza di custodia cautelare le parole della sorella: "Voleva chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi per il suo silenzio".

Valter Lavitola (http://is.gd/fHDVlq) è tornato in Italia, e dall'aeroporto di Fiumicino è stato condotto direttamente al carcere di Poggioreale, a Napoli. In attesa delle prime indiscrezioni sull'interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola, ad aver parlato sarebbe la sorella dell'ex direttore dell'Avanti, indagato dalla Procura di Bari per istigazione a mentire davanti all'autorità giudiziaria nel caso Tarantini.
Maria Lavitola, sorella di Valter, avrebbe infatti raccontato ai pm di Napoli, da cui è partita l'inchiesta, del tentativo di un presunto ricatto ai danni di Silvio Berlusconi da parte del fratello.
"Valter voleva chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi per il suo silenzio" avrebbe spiegato la sorella dell'ex direttore dell'Avanti nel corso di alcune dichiarazioni rese il 17 febbraio scorso davanti ai pm napoletani e riportate dal gip nell'ordinanza di custodia cautelare dell'uomo.
Maria Lavitola racconterebbe infatti di aver incontrato nel novembre 2011 una donna inviata in Italia dal fratello, che avrebbe portato con sé una lettera di Valter Lavitola. Questa missiva, secondo la sorella di Lavitola, sarebbe dovuta essere consegnata ad un avvocato che avrebbe avuto il compito di recapitarla a Silvio Berlusconi. Il legale, però, pare che negò questa colaborazione affermando di non volerne "saperne nulla" di questa faccenda. Non è chiaro se questa presunta lettera sia stata in seguito consegnata o meno all'ex premier Berlusconi in un altra maniera.
"Io chiesi (alla donna, ndr) - avrebbe dichiarato la sorella di Lavitola - a che titolo Berlusconi dovesse dare questi soldi a mio fratello e lei mi rispose che era una tattica, nel senso che se gli dava questi 5 milioni di euro andava tutto bene, mentre se non li dava Valter, una volta tornato in Italia, avrebbe avuto tutte le giustificazioni anche morali per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi".
Maria Lavitola, nel rivelare anche i suoi timori verso il fratello, che considererebbe come un "manesco", racconterebbe anche di come Valter Lavitola sarebbe "a conoscenza di quanto intendono fare gli inquirenti", e avrebbe precisato: "Mi ha detto che in Tribunale ha qualcuno che lo aiuta e lo informa. Ricordo poi che quando il dott. Piscitelli (uno dei titolari dell'inchiesta, ndr) dispose l'apertura di alcune sue cassette di sicurezza in una banca di Roma, lui lo seppe in anticipo tanto che avvisò la moglie e la stessa le svuotò prima che fossero aperte".
Maria Lavitola riporterebbe anche di come diverse settimane fa il fratello, ancora latitante, le avrebbe chiesto di cercare e poi portare a Palazzo Grazioli un contratto dal valore, sembra, di "800mila euro o un miliardo e mezzo a favore de L'Avanti per prestazioni pubblicitarie". La sorella di Valter Lavitola affermerebbe ai pm di Napoli però di non aver mai fatto quanto richiesto dal fratello a cui avrebbe detto "una frottola" con la scusa "che non potevo cercare nulla perché era tutto sequestrato. Non so dire se mio fratello si sia rivolto a qualcun altro per risolvere questo problema".

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