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Sergio De Gregorio: indagine su fondi editoria, richiesta d'arresto

Inviata alla presidenza del Senato un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del senatore del Pdl, Sergio De Gregorio, indagato per associazione per delinquere legata ai fondi per l'editoria con Valter Lavitola.

L'indagine su Valter Lavitola (http://www.mainfatti.it/Valter-Lavitola/Valter-Lavitola-sorella-5-milioni-da-Berlusconi-per-il-suo-silenzio_043371033.htm) sembra oggi arricchirsi di nuovi particolari. La Procura di Napoli ha infatti inviato alla presidenza del Senato un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del senatore del Pdl, Sergio De Gregorio, indagato nell'ambito dell'inchiesta sui finanziamenti a 'l'Avanti'. A De Gregorio gli si contesta, insieme a Valter Lavitola e ad altri 4 indagati, il reato di associazione per delinquere legata ai fondi per l'editoria. Entro 48 ore gli atti saranno trasmessi alla Giunta delle immunità.
"Sono a totale disposizione dei magistrati. Mi difenderò anche davanti alla Giunta per le immunità del Senato e se ho sbagliato pagherò - precisa immediatamente Sergio De Gregorio - Ma voglio pagare per quello che ho fatto, non per il circo mediatico di questi tempi, ammesso che avessi commesso qualche reato".
De Gregorio sottolinea però di non capire "quale sia la necessità della custodia domiciliare" perché spiega: "Non sono mai sfuggito agli approfondimenti, non ho mai cercato di inquinare le prove, essendo i fatti molto antichi e non sono certo intenzionato a fuggire. Non sono mai fuggito da nulla in vita mia".
Testimone chiave dell'inchiesta il commercialista e consulente del lavoro della "International Press", che fa capo al senatore Francesco De Gregorio, visto che racconterebbe come "fondi neri venivano trasferiti nei paesi arabi dal De Gregorio e in particolare in Kurdistan, Karzakistan, Panama ed Emirati Arabi Uniti, dove aveva una conoscenza con Al Kassimi".
Il commercialista, ascoltato come persona informata sui fatti dai pm di Napoli, avrebbe spiegato che Sergio De Gregorio avrebbe "utilizzato i suoi privilegi di parlamentare" per trasperire "all'estero ingenti capitali provenienti da fondi neri, la cui provvista era costituita sia dal contributo statale per l'editoria" che da "soggetti che avevano acquistato quote del gruppo". Il testimone chiave sembra che lasci intendere inoltre agli inquirenti che queste "quote" sarebbero state "estorte" agli imprenditori.
Sempre il commercialista rivelerebbe come il passaggio di Sergio De Gregorio dall'IdV, con cui venne eletto nel 2006, al centro destra fu "lautamente remunerato", con il teste chiave che sottolineerebbe: "Fu Lavitola che accreditò De Gregorio presso Berlusconi. De Gregorio è ex socialista come Lavitola". Il commercialista aggiungerebbe inoltre che "Lavitola come De Gregorio doveva traghettare quanti più parlamentari possibili dal centrosinistra al centrodestra".

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