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Anche riforma costituzionale introduce parità di genere, ricorda Fedeli (PD)

"Discutere della parità di genere nelle leggi elettorali, oggi, è ancora più significativo, visto che quest'anno ricorre il settantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana. Anche la proposta di riforma costituzionale introduce novità importanti e preziose, con la modifica dell'articolo 55 che prevede che le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza", riporta in una nota l'esponente dem Valeria Fedeli.

"Discutere della parità di genere nelle leggi elettorali - informa in una nota la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli -, oggi, è ancora più significativo, visto che quest'anno ricorre il settantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana e, contestualmente, il settantesimo anniversario del voto attivo e passivo delle donne in Italia e della loro piena e libera partecipazione alla vita politica nazionale: fu l'inizio di un nuovo protagonismo femminile nelle istituzioni e segnò un punto importantissimo per la qualità della democrazia Italiana."
Durante la conferenza stampa di presentazione delle norme per la parità di genere nelle leggi elettorali regionali l'esponente PD prosegue: "Molti cambiamenti hanno coinvolto i vari livelli di governo negli ultimi anni, intervenendo sul riequilibrio di genere negli enti locali, poi introducendo nuove disposizioni per le elezioni del Parlamento europeo, con la cosiddetta tripla preferenza di genere, e successivamente con la nuova legge elettorale per la Camera, il cosiddetto Italicum, che prevede candidati collocati in ordine alternato di genere, che nel numero complessivo dei candidati capolista nei collegi di ogni circoscrizione non possa esservi più del 60 per cento di candidati dello stesso sesso, e che introduce la doppia preferenza di genere; per quello che riguarda i consigli regionali, poi, la legge 20/2016 prevede la promozione delle pari opportunità mediante la doppia preferenza di genere, dove sia prevista l'espressione di preferenze, l'alternanza tra candidati di sesso diverso, dove siano previste liste senza espressione di preferenze e l'equilibrio tra candidature presentate con il medesimo simbolo in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60 per cento del totale, in caso di collegi uninominali. Si tratta di cambiamenti fondamentali perché la presenza delle donne nelle istituzioni, ad ogni livello, non è un contributo formale o una richiesta neutra che riguarda soltanto la rappresentanza, ma una forma importante di arricchimento della qualità della nostra democrazia".
"Anche la proposta di riforma costituzionale introduce novità importanti e preziose, con la modifica dell'articolo 55 che prevede che le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l'equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza: credo sia un altro ottimo motivo per sostenere con convinzione questa riforma e uno stimolo importante per lavorare nei prossimi mesi per riscrivere le leggi elettorali regionali e farle votare dai vari Consigli, anche grazie a un percorso in cui siano protagoniste le responsabili di parità di genere delle varie Regioni, con un coordinamento tra loro che su questo, e su molti altri settori, deve essere incentivato per valorizzare esperienze e buone pratiche" riflette infine.

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