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Ustica: dopo 30 anni non è ancora il tempo della verità

Oggi cade l'anniversario della strage di Ustica. Dopo 30 anni non si è ancora arrivati a scoprire la verità sull'incidente che ha ucciso 81 persone. Per Napolitano è necessario "pervenire a una ricostruzione esauriente e veritiera".

Sono passati 30 anni da quel fatidico 27 giugno 1980, quando il DC9, volo IH870, dell'Itavia precipitò tra le isole di Ponza e Ustica. Oggi cade il trentesimo anniversario della morte di 81 persone (77 passeggeri tra adulti e bambini e 4 membri dell'equipaggio) e la strage di Ustica rimane l'ennesimo mistero italiano.
Su Ustica si è scritto e detto di tutto, compreso chi ha fatto cosa e perché, ma pare che non sia ancora giunto il tempo per rivelare una verità scomoda. Trent'anni fa partiva un aereo dall'aeroporto "Guglielmo Marconi" di Borgo Panigale (Bologna) diretto allo scalo siciliano di Punta Raisi. Sappiamo tutto di quel volo, che era partito in ritardo e che il comandante Domenico Gatti aveva comunicato il suo imminente arrivo parlando con "Roma Controllo" alle ore 20.56. L'atterraggio era previsto per le ore 21.13 ma improvvisamente il black-out. Dopo quel momento del DC9 dell'Itavia non si seppe più niente, fino a quando fu trovato in mare.
E ancora oggi non se ne sa niente, o meglio in molti sanno ma non hanno le prove mentre altri hanno le prove ma fingono di non sapere. Su questo non ci piove.
"I processi non hanno consentito di fare luce sulla dinamica dell'evento e di individuarne i responsabili", queste le parole che ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha indirizzato a Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione Parenti Vittime della Strage di Ustica. Per Napolitano è necessario "pervenire a una ricostruzione esauriente e veritiera" su quanto successo a Ustica.
Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, invece, la vicenda sembra molto chiara e nella sua mente sembra non sorgere neanche un dubbio, perché lui sta "a quanto hanno detto i tecnici e i periti". Per Giovanardi bisogna solo trovare il nome di chi ha messo una bomba nell'aereo, visto che la teoria del missile è stata più volte "spazzata via".
Dure le reazioni di chi lotta da trent'anni per far affiorare la verità, come il giudice Rosario Priore e Daria Bonfietti, che afferma che Giovanardi dice "cose mendaci e fa disinformazione".
A smentire Giovanardi ci pensa anche Massimo Ciancimino che, in un'intervista a "Radio città del Capo", racconta che la sera del 27 giugno 1980 il padre, Vito Ciancimino "fu convocato d'urgenza a casa del Ministro della Difesa per una riunione" e, secondo Massimo Ciancimino, gli fu detto che "era stato un aereo francese" a provocare l'incidente.
"C'era una volontà di controllo del territorio, in quel momento c'erano grandi obblighi da parte della politica siciliana collusa e controllata da Roma che imponeva le scelte di alcune aree da destinare agli alleati. Quindi anche per questo la scelta di coinvolgere mio padre", spiega Massimo Ciancimino.
Teoria che sembra collimare con quanto detto nel 2008 da Francesco Cossiga durante una intervista a SkyTg24. In quell'occasione Cossiga rivelò che ad abbattere il DC9 furono dei caccia della marina militare francese e fu proprio il giudice Rosario Priore a dichiarare all'epoca che era "il tassello mancante per la ricostruzione della verità".

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