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Università: studenti mettono la Gelmini in piazza

Gli studenti universitari di tutta Italia protestano in piazza contro il ddl Gelmini. A Roma un gruppo assalta il Senato chiedendo alla politica di restituire ai giovani il loro futuro e ai politici le dimissioni.

Mentre Luca Cordero di Montezemolo parlava a Roma intervenendo ad un convegno sui giovani affermando che la politica "ha lucrato" sulle paure che hanno immobilizzato il Paese "giustificando il proprio immobilismo" a pochi chilometri di distanza qualcosa si stava invece muovendo.
Mentre nell'Aula della Camera era in corso l'esame della riforma dell'Università, che probabilmente domani avrà il via libera, nella capitale i giovani universitari si sono ispirati ai loro coetanei francesi e inglesi scendendo in piazza e annunciando "un autunno caldo". Un gruppo di circa 200 manifestanti si è poi staccato dal corteo ufficiale riuscendo a superare le barriere di sicurezza di Palazzo Madama, sede del Senato, al grido (rivolto alla Gelmini) di "dimissioni, dimissioni" il tutto con un contorno di lancio di uova. Le forze dell'ordine, inizialmente presi alla sprovvista, sono poi riusciti ad allontanare gli studenti trascinando fuori chi era riuscito ad entrare nell'atrio, facendo anche ricorso a fumogeni.
Dopo che il portone del Senato è stato chiuso il gruppo di manifestanti si è diretto prima verso piazza delle Cinque Lune e da lì una parte si è diretta a Palazzo Grazioli mentre l'altra si è radunata a Montecitorio unendosi al sit-in di protesta contro il DDL Gelmini.
"Ridateci il nostro futuro" è uno degli slogan gridati davanti ai palazzi delle istituzioni, armati di "scudi" che ricordano libri di grandi scrittori, italiani e internazionali.
Il corteo alla fine è rientrato nella città universitaria (La Sapienza) occupando la facoltà di giurisprudenza, impedendo quindi l'inaugurazione dell'anno accademico.
"Al suo posto c'è stata un'assemblea degli studenti" rendono noto i Collettivi universitari, spiegando che gli studenti sono stati "accerchiati dalla polizia e dalla questura universitaria". "Questa sera assemblea di studenti, ricercatori e di tutti coloro che vivono ogni giorno l'Università per decidere le prossime tappe della mobilitazione", conclude la nota.
Quello di oggi, infatti, non sembra essere stata la solita mobilitazione senza alcun seguito. Questa volta gli universitari, i giovani (precari) promettono battaglia perché "noi studenti non possiamo permettere che si giochi sul nostro futuro", spiega la Rete degli studenti.
E' arrivato il momento di "gridare il nostro dissenso nei confronti di un DDL che distrugge l'Università e la ricerca, che non pensa al futuro di noi studenti e del Paese - continua la Rete - Da Torino a Palermo passando per Milano, Firenze, Roma, Napoli e Catania gli studenti occupano e autogestiscono scuole e facoltà. Il DDL Gelmini è una pietra tombale sull'Università italiana che si inserisce in un'ottica generale di riforma della scuola e dell'Università basata su tagli e privatizzazioni".
E infatti anche a Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Salerno, Trento, Triente e Sassari gli studenti occupano e i ricercatori scioperano, e domani "ripartiremo in corteo dall'Università La Sapienza diretti a Montecitorio" annunciano da Roma.

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