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Università: Bersani sale e scende dal tetto di Architettura

Il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, è salito sul tetto della facoltà di Architettura a Roma per dimostrare la vicinanza sua e del PD ai giovani ricercatori precari e sceso poco dopo riesce a dire che: "Il ddl Gelmini è un disastro omeopatico".

Mentre gli atenei di tutta Italia sono in mobilitazione contro la riforma Gelmini il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, è salito sul tetto della facoltà di Architettura a Roma (in piazza Borghese) per dimostrare la vicinanza sua e del PD ai giovani studenti e ricercatori che protestano.
Bersani ha raggiunto i ricercatori durante una pausa delle votazioni in aula sulla riforma dell'Università, visto che la facoltà si trova a poche centinaia di metri dalla Camera.
"Il ddl Gelmini è un disastro omeopatico - è il commento più duro di Bersani appena sceso dal tetto - smantella l'Università pezzo a pezzo".
Sul tetto di Architettura rimangono invece i ricercatori che già da ieri hanno cominciato la protesta non violenta spiegando che intendono "rimanerci ad oltranza" almeno "finché non verrà accantonato l'iter parlamentare della riforma Gelmini".
"Siamo costretti ad arroccarci su un edificio di un sapere ancora pubblico per difenderlo dagli attacchi di un governo che vuole privatizzare l'intero sistema universitario - spiegano i ricercatori della 'Rete 29 aprile' e del gruppo 'Ricercatori precari' - Siamo sull'orlo del baratro per l'istruzione pubblica in Italia, proprio come noi sopra a questo tetto".
Fabrizio Cicchitto (Pdl) commenta in maniera ironica la scalata di Bersani sula tetto della facoltà: "Questa volta nella gara quotidiana sulla pista della demagogia e della propaganda, con Di Pietro, Bersani è arrivato per primo".
Anche il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini rivolge un pensiero a Bersani, spiegando che il leader del PD "in questo modo dimostra poco rispetto nei confronti dell'Aula che in queste ore sta discutendo una riforma che rivoluziona l'Università italiana". La Gelmini dice poi ai "leader della sinistra che non basta salire un'ora sul tetto per far dimenticare come la sinistra ha ridotto l'Università pubblica in Italia. Per anni la sinistra ha impedito, per motivi culturali, che nelle Università venisse premiato il merito".
Secondo la Gelmini infatti "sono stati umiliati i migliori per promuovere parenti e amici" sostenendo che "è da respingere il tentativo maldestro di alcuni di addebitare al governo o ai tagli l'inefficienza del sistema universitario. I soldi invece ci sono sempre stati, ma sono stati usati per moltiplicare posti, corsi di laurea inutili e sedi distaccate non necessarie".

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