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Riforma Università: sì dal Senato. Pensioni a 70 e non a 65 anni

Il Senato ha dato il primo via libera al DDL Gelmini, che andrebbe a riformare l'Università. Per il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini la riforma è "un evento epocale che permette all'Italia di tornare a sperare".

Il Senato ha dato il primo via libera al DDL Gelmini, che andrebbe a riformare l'Università. Per il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini la riforma è "un evento epocale che rivoluziona i nostri atenei e che permette all'Italia di tornare a sperare".
La riforma, per il Ministro, farà sì che tutte le logiche corporative presenti all'interno delle Università cesseranno di esistere, e si "premierà solo chi se lo merita".
Questa Università "più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale", come la definisce la Gelmini, ha perfino conquistato il voto di due senatori della SVP e di tre senatori dell'Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli, che ha spiegato che la riforma "seppur con i suoi limiti, migliora l'Università".
La Gelmini è soddisfatta anche per l'accordo trovato in merito all'abbassamento dell'età pensionabile dei docenti ordinari. Inizialmente si era parlato di portare l'età da 72 a 65 anni ma il Ministro si è poi resa "conto che occorre gradualità". Si è arrivati quindi alla soglia dei 70 anni, cercando però una soluzione che permetterà comunque "ai professori di rimanere all'interno delle Università per poterci giovare della loro esperienza", conclude Mariastella Gelmini.
Per le opposizioni, invece, dall'Italia dei Valori al PD e Udc è "presuntuoso chiamare questa una riforma dell'Università".

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